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La prof che ha tagliato i capelli alle alunne a Mestre si difende: “Abbiamo riso insieme, coi ragazzi serve teatro”

La docente, supplente di italiano, si è scusata per il gesto ma ha tenuto a precisare che nessuna delle due ragazzine coinvolte era rimasta turbata dall’accaduto che emerso solo alcuni giorni dopo quando altri genitori sono venuti a conoscenza del fatto: “In altre classi mi è capitato di scherzare usando mini pistole ad acqua. Con i ragazzi di oggi bisogna fare praticamente teatro”.
A cura di Antonio Palma
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Chiede scusa per il gesto eclatante ma si difende parlando di un gioco collettivo la professoressa che ha tagliato alcune ciocche di capelli a due studentesse di una scuola media di Mestre. La donna, che dopo la segnalazione di alcuni genitori è stata sospesa dall'istituto scolastico in cui era supplente con un incarico fino a fine aprile, racconta che nessuna delle due ragazze coinvolte è rimasta turbata dall'accaduto che infatti è emerso solo alcuni giorni dopo, quando alcuni genitori sono venuti a conoscenza del fatto ritenendolo assolutamente ingiustificato e facendo partire la segnalazione.

"Era un gioco, abbiamo riso insieme, coi ragazzi serve teatro" sottolinea ora la docente di Italiano che in un'intervista al Corriere del Veneto ha confermato che gli stessi ragazzi nei due giorni successivi le avevano recapitato un mazzo di fiori in classe per scusarsi del loro comportamento. Stando al suo racconto, proprio il comportamento degli alunni in classe aveva fatto scattare la sua reazione con il taglio di due piccole ciocche con una forbicina da carta. Nella classe terza della scuola media  “Bellini” di Mestre infatti era in corso un compito ma i ragazzini avrebbero iniziato ad alzarsi continuamente per chiedere informazioni con lo scopo di perdere tempo.

"Da settimane minacciavo scherzosamente i ragazzi di spuntagli le doppie punte se non avessero smesso di fare confusione in classe. D’impulso e senza rifletterci ho recuperato dalla cattedra le forbici e ho ritagliato un ciuffo ribelle di una ragazza con cui sapevo di potermi permettere quell’azione. È stata allo scherzo. Una seconda ragazza mi ha chiesto di tagliare un ciuffo anche a lei e quindi mi sono avvicinata e l’ho fatto. Ha riso insieme a tutti gli altri" ha ricostruito la professoressa di italiano.

"Il giorno dopo ho incontrato la madre della ragazzina e mi sono scusata e spiegata. La madre ha compreso. Abbiamo assieme convenuto che la studentessa non fosse turbata dal gesto, che non era per nulla punitivo. Un gioco inopportuno, certamente e forse la comprensione non è stata unanime in classe" ha aggiunto la docente, concludendo: "Il gioco, lo scherzo, fanno parte del processo, specialmente con i ragazzi di oggi. Io sono sicuramente una persona inusuale, ma i miei ragazzi più grandi si ricordano di me anche per quello. In altre classi mi è capitato di scherzare usando mini pistole ad acqua, o pistoline di legno ad elastici. Con i ragazzi di oggi bisogna fare praticamente teatro".

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