Matteo Messina Denaro, è il primo ricercato d’Italia, fuggitivo da oltre vent’anni, non fosse altro perché considerato da molti il successo di Toto Riina alla guida di Cosa Nostra. Non però dallo stesso boss dei boss, come sottolinea oggi il Corriere della Sera che riporta un’intercettazione datata 30 ottobre 2013 nella quale il Capo corleonese dice la sua su Messina Denaro.

“A me dispiace dirlo questo… questo signor Messina (cioè proprio lui, Matteo Messina Denaro, ndr ), questo che fa il latitante, che fa questi pali… queste…». Lorusso gli viene subito in soccorso: «Pali eolici», riferendosi agli investimenti del boss trapanese nelle energie alternative svelati da inchieste giudiziarie, notizie di stampa e trasmissioni televisive. E Riina riprende: «Eolici… i pali della luce… se la potrebbe mettere nel…» e giù espressioni volgari. Poi prosegue: «Questo si sente di comandare, si sente di fare luce dovunque, fa pali per prendere soldi, ma non si interessa di…”.

"Pensa solo ai suoi affari"

Toto Riina accusa Matteo Messina Denaro di mettere i suoi interessi davanti a quelli dell’organizzazione mafiosa: “Se ci fosse suo padre buonanima (il boss ‘Ciccio’ Messina Denaro, ndr ), un bel cristiano, che ha fatto tanti anni di capomandamento a Castelvetrano, a lui gli ho dato la possibilità di muoversi libero”, dice. Riina afferma di aver cresciuto lui stesso Matteo: “Questo figlio lo ha dato a me per farne quello ne dovevo fare. E’ stato qualche 4 o 5 anni con me, impara bene, minchia, tutto in una volta…. Si è messo a fare la luce… E finì, e finì… Fa luce! (…) E a noi ci tengono in galera, sempre in galera, però quando siamo liberi li dobbiamo ammazzare”.

"Non so che fine ha fatto, forse è all'estero"

Che Riina non veda più di buon occhio Messina Denaro lo si vede anche in altre intercettazioni. “Se ci fosse stato qualche altro avrebbe continuato – dice Riina -. E non hanno continuato, e non hanno intenzione di continuare. Una persona responsabile ce l’ho – spiega il 4 settembre 2013 – e sarebbe Messina Denaro, però che cosa per ora questo, che io non so più niente”.  E in un’altra conversazione, due settimane più tardi: “Potrebbe essere pure all’estero… L’unico ragazzo che poteva fare qualcosa perché era dritto… Non ha fatto niente… un carabiniere… io penso che se n’è andato all’estero”.