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Comprano auto per 26mila euro, revocano il bonifico e la rivendono a 15mila, truffa a Parma: “È il nostro lavoro”

Il raggiro ai danni di un 28enne che aveva messo in vendita la sua auto online. Quando ha richiamato al numero che lo aveva contattato si è sentito rispondere “Ti abbiamo truffato, è il nostro lavoro”.
A cura di Antonio Palma
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Un giovane di 23 anni è stato denunciato dai carabinieri alla Procura della Repubblica di Parma con l’accusa di truffa dopo aver comprato l’auto per 26mila euro da un privato revocando subito dopo il bonifico e rivendendola poi a 15mila euro in breve tempo. Il raggiro ai danni di un 28enne parmense che aveva messo in vendita la sua vettura su alcuni portali online a inizio anno ed era stato contattato da una donna fortemente interessata all’acquisto.

Secondo le indagini dei carabinieri della Stazione di Fontanellato a cui il truffato si era rivolto, il meccanismo della truffa era ben congegnato e rodato e ha visto come protagonista un giovane già noto per questo tipo di truffe, con precedenti specifici e un modus operandi consolidato.

Il meccanismo era semplice e dopo il primo contatto a distanza a opera della donna, tutto è passato nelle mani del 23enne che al momento della consegna della vettura si è presentato come il marito. Dopo aver chiesto rassicurazioni su immatricolazione, chilometraggio e stato del veicolo per sembrare ancora più interessata, la coppia aveva accettato di procedere con un bonifico, contestuale alla consegna del mezzo.

Dopo la prova su strada, l’uomo quindi ha disposto il bonifico online sul telefono e il venditore si è fidato avendo ricevuto la conferma dell’operazione anche se senza accredito. Le due parti quindi hanno firmato i documenti presso un’agenzia di pratiche auto di Parma per il passaggio di proprietà e tutto sembrava risolto. Peccato che dopo i tre giorni per l'accredito previsti, il venditore ha scoperto che il bonifico era stato revocato e lui non aveva ricevuto nulla.

L’uomo ha subito chiamato al numero della donna che lo aveva contattato che avrebbe però portato avanti la farsa parlando di un errore e invitando la vittima a raggiungerla nel Ravennate per un pagamento in contanti. Qui il venditore ha scoperto che in realtà la donna non c’era e aveva raggirato allo stesso modo altre persone.

Probabilmente era solo un modo per allungare i tempi e permettere al complice di rivendere l’auto come ha scoperto la vittima del raggiro recandosi al PRA per provare a far cancellare il passaggio di proprietà. La vettura infatti era stata venduta in fretta e furia a Milano per 15mila euro. Quando ha provato a telefonare di nuovo a quel numero ha avuto la conferma definitiva, “Ti abbiamo truffato, è il nostro lavoro” si è sentito rispondere dall’altra parte del telefono.

Il 28enne non ha potuto fare altro che rivolgersi ai carabinieri che, dopo una lunga indagine, attraverso accertamenti bancari, dati del Pra e utenze telefoniche utilizzate, sono riusciti a risalire al 23enne denunciandolo all’autorità giudiziaria.

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