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Daniele De Santis ed Eleonora Manta uccisi a Lecce
2 Ottobre 2020
08:09

Lecce, il racconto del killer: “Daniele mi ha sfilato passamontagna e mi ha riconosciuto”

Antonio De Marco, il killer dei due fidanzati di Lecce, Daniele De Santis ed Eleonora Manta, racconta al pm quanto avvenuto la sera del 21 settembre: “Il passamontagna mi è stato sfilato da Daniele, il quale poi mi ha riconosciuto. Ho sentito gridare ‘Andrea’. Loro non hanno mai pronunciato il mio nome”.
A cura di Stefano Rizzuti
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Daniele De Santis ed Eleonora Manta uccisi a Lecce

Antonio De Marco, l'omicida reo confesso di Daniele De Santis ed Eleonora Manta, ha ricostruito con i pm quanto è avvenuto la sera del 21 settembre a Lecce, quando ha ucciso i due fidanzati e suoi ex coinquilini nel loro appartamento di via Montello. “Daniele mi ha sfilato il passamontagna e mi ha riconosciuto”, racconta Antonio, nel corso dell'interrogatorio per la convalida del fermo avvenuto nel carcere dove si trova rinchiuso da lunedì scorso e in cui il gip del tribunale di Lecce Michele Toriello, e ha disposto l’ordinanza cautelare “Il passamontagna mi è stato sfilato da Daniele – continua l'ex infermiere  – il quale poi mi ha riconosciuto. Ho sentito gridare ‘Andrea'. Loro non hanno mai pronunciato il mio nome. Indossavo dei guanti che poi si sono strappati perdendone forse uno solo o un frammento”.

“Dopo aver compiuto il gesto sono tornato a casa mia sita in via Fleming – prosegue – Ho dormito fino alla mattina successiva. Mi sono disfatto dei vestiti gettandoli in un bidone del secco di un condominio poco distante dall'abitazione. La fodera faceva parte del coltello che ho comprato”. E ancora, il killer spiega: “Insieme ai vestiti c'erano le chiavi e il coltello acquistato in contanti. La candeggina l'ho acquistata presso un negozio, quella sera portavo al seguito anche uno zainetto di colore grigio con dentro la candeggina, delle fascette e il coltello nonché della soda. Ho scritto solo due giorni prima i biglietti. Sono andato a trovare Daniele ed Eleonora convinto di trovare entrambi. Quando sono entrato in casa i due erano seduti in cucina. Ho incontrato Daniele nel corridoio, il quale si è spaventato perché avevo il passamontagna. Dopo aver avuto una colluttazione con lui li ho uccisi. Quando ho colpito lui ha cercato di aprire la porta per scappare. Ho ucciso prima lei e poi ho colpito nuovamente Daniele. Dopo aver lottato con loro sono andato via senza scappare perché non avevo fiato”.

Antonio Giovanni De Marco è stato arrestato al termine di una attività investigativa durata sette giorni. L'aspirante infermiere ventunenne è stato fermato all'Ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove svolgeva il tirocinio. Ai carabinieri che hanno effettuato il fermo ha detto: "Da quanto mi stavate pedinando?". De Marco è stato identificato dalle telecamere di videosorveglianza che avevano ripreso il killer. Nel corso delle indagini il suo DNA è stato prelevato segretamente dai carabinieri per un confronto con quello estratto dai campioni prelevati sulla scena ed è risultato compatibile.

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