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Daniele De Santis ed Eleonora Manta uccisi a Lecce

Fidanzati uccisi a Lecce, il killer De Marco lascia scienze infermieristiche: “Studierò filosofia”

Antonio De Marco, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio dei fidanzati Daniele De Santis ed Eleonora Manta, lascia scienze infermieristiche e si iscrive alla facoltà di filosofia.
A cura di Ida Artiaco
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Antonio De Marco, il 22enne condannato all'ergastolo in primo grado per l'omicidio dei due fidanzati di Lecce, Daniele De Santis ed Eleonora Manta, lascia scienze infermieristiche e cambia facoltà. Studierà Filosofia.

La decisione era già stata comunicata ai propri avvocati difensori nel corso di uno dei colloqui nella struttura detentiva, dove il ragazzo si trova ristretto dal 28 settembre 2020, con le accuse di duplice omicidio, aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà. "Noi ovviamente non possiamo che invogliarlo a fare qualcosa dietro le sbarre", è stato il commento dei suoi legali, Giovanni Bellisario e Andrea Starace.

Antonio De Marco
Antonio De Marco

De Marco frequentava la facoltà di Scienze infermieristiche quando si è verificato il delitto. Il ragazzo ha ammazzati con 78 coltellate il 21 settembre 2020, nel loro primo giorno di convivenza in via Montello a Lecce, Daniele ed Eleonora.

A quanto pare, tuttavia, in carcere avrebbe sviluppato un grande interesse per la filosofia: vicino al suo letto, in cella, terrebbe infatti le "Confessioni" di sant’Agostino, uno dei più grandi filosofi antichi della Chiesa cattolica. Al momento, non frequenterebbe le lezioni ma si limiterebbe a sostenere gli esami davanti alla commissione, che di volta in volta si recherebbe in carcere.

Daniele ed Eleonora, uccisi a Lecce
Daniele ed Eleonora, uccisi a Lecce

Lo scorso 15 dicembre è intanto iniziato il processo d’Appello, durante il quale il procuratore generale Antonio Maruccia ha chiesto la conferma del carcere a vita e la pena accessoria dell’isolamento diurno per un anno, descrivendo l'omicidio come una "apoteosi del sadismo e della cattiveria, deliberata e lucida". Secondo il pg, il ragazzo originario di Casarano "è stato mosso da un movente immediatamente chiarito: l'invidia per queste persone, per ciò che rappresentavano e realizzavano, un odio mirato e personale che si è mantenuto nel processo e oltre".

La prossima udienza è fissata per il 19 febbraio prossimo, quando ci sarà la replica della difesa, che chiederà una nuova perizia psichiatrica.

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