Non si arresta l'emergenza legata agli integratori alimentari a base di curcuma e curcumina lanciato nei mesi scorsi dal Ministero della Salute. Al 20 giugno 2019 sono saliti, infatti, a 21 i casi di epatite colestatica acuta, "non infettiva e non contagiosa, riconducibili al consumo" di questa sostanza individuati dall'Istituto superiore della Sanità, mentre continuano le verifiche degli esperti per capire cosa effettivamente abbia provocato l'insorgere di questa patologia. Nell'80 per cento dei casi si tratta di donne. Intanto, continuano anche i ritiri dei prodotti potenzialmente pericolosi, andandosi così ad aggiungere agli altri che dal 13 maggio scorso sono stati richiamati dal mercato. L'ultimo, in ordine temporale, è Curcumina Plus 95% più Piperina & Vitamine B1,B2, B6 line, con lotto numero 18M858, scadenza fissata al novembre 2021, NI.VA prodotto da Frama.

L'elenco degli integratori alla curcuma ritirati dal mercato

Mentre salgono i casi di epatite legati al consumo degli integratori alimentari a base di curcuma e curcumina, cresce il numero di prodotti di questo tipo che il Ministero della Salute, in seguito alle segnalazioni ricevute, ha deciso di ritirare dal mercato. I consumatori sono pertanto invitati, a titolo precauzionale, a sospenderne il consumo. Ecco l'elenco aggiornato:

  • Piperina e curcuma più 95 – lotto 9023 scadenza febbraio 2022- Bodyline, prodotto da Phytoprime;
  • CRCMN-P – HB (Health & Beauty);
  • Piperina e Curcuma plus HTF Group San Marino – lotto 2379 – prodotto da ALSA LAB;
  • Rubigen curcuma e piperina – lotto 210219 scadenza febbraio 2022 – Naturfarma;
  • Movart – lotto M80315 – Scharper S.p.A., Farmaceutici Procemsa spa Nichelino;
  • Curcuma Piperina Abbè Roland prodotto da Studio 3 Farma s.r.l.;
  • Versalis – lotto I 0187 scadenza 01/2022 – Geofarma s.r.l. – prodotto da Labomar s.r.l.;
  • Rubigen curcuma e piperina – lotto 250119 – Naturfarma;
  • Curcumin+piperin – Vegavero – prodotto da Vanatari International GMBH, Berlino;
  • Tendisulfur Forte bustine – Laborest Italia s.r.l. prodotto da Nutrilinea s.r.l.;
  • Cartijoint Forte – lotto 24/18 – Fidia Farmaceutici s.p.a. prodotto da Sigmar Italia s.p.a.;
  • Curcuma liposomiale più pepe nero – lotto 1810224, scadenza 10/21, prodotto da Laboratories Nutrimea con sede e stabilimento di produzione rue des Petits Champs 20, FR 75002, Parigi;
  • Curcuma 95% Maximum – lotto 18L264, scadenza 10/2021, prodotto da Ekappa Laboratori s.r.l. per conto di Naturando s.r.l.;
  • Curcuma complex – B.A.I. aromatici per conto di Vitamin shop;
  • Tumercur – Sanandrea;
  • Movart – lotto M70349 scadenza 08/2019 – Scharper S.p.A., Farmaceutici Procemsa spa Nichelino;
  • Curcuma Meriva 95% 520mg Piperina 5 mg – Farmacia dr. Ragazzi, Malcontenta;
  • Curcuma “Buoni di natura” – Terra e Sole;
  • Curcumina Plus 95% – lotto 18L823 – NI.VA prodotto da Frama;
  • Curcumina 95% Kline – lotto 18M861 – NI.VA prodotto da Frama;
  • Curcumina Plus 95% piperina linea@ – lotto 2077-LOT 19B914 – NI.VA prodotto da Frama;
  • Curcumina Plus 95% piperina linea@ – 18c590 – NI.VA prodotto da Frama.

Cosa sappiamo sui casi di epatite legati agli integratori alimentari

L'allarme legato al consumo degli integratori alimentari a base di curcuma e curcumina è scoppiato lo scorso maggio, quando il Ministero della Salute ha fatto sapere che avrebbe ritirato alcuni lotti di prodotti in seguito alla segnalazione di casi di epatite acuta, "non infettiva e non contagiosa", potenzialmente causata proprio dal consumo di questo tipo di prodotti. Il loro numero è cresciuto fino a toccare quota 21, secondo l'ultimo bollettino datato 20 giugno. Per questo gli esperti hanno invitato i consumatori "a sospendere temporaneamente a titolo precauzionale il consumo", mentre continuano le analisi per cercare di capire cosa effettivamente abbia provocato l'insorgere di questa patologia. Come aveva spiegato Marco Silano, direttore dell'Unità operativa alimentazione, nutrizione e salute dell'Istituto superiore sanità, alla notizia dei primi casi, "abbiamo ricevuto alcune segnalazioni di pazienti con epatite acuta colestatica, finiti in ospedale che, durante la visita, hanno riferito di aver fatto uso di questi integratori. C'è, dunque, un legame temporale, stiamo indagando per capire se c'è anche un legame causa-effetto", aggiungendo che al momento l'unica cosa certa è che questi episodi si sono verificati "in seguito all'assunzione di integratori. Abbiamo chiesto alle Asl delle relazioni cliniche dettagliate su tutti i pazienti".

Stando ai dati diffusi dalla Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia (Sige), circa il 5% delle persone che assumono integratori alla curcuma hanno riportato problemi epatici, soprattutto quando il consumo è durato più di un mese, ma le cause esatte non sono ancora chiare. La maggior parte dei pazienti sono rappresentati da donne anziane, che probabilmente assumono anche medicinali e che non riferiscono al medico di prendere integratori.