Se convincete il Coronavirus a darci una data precisa in cui andrà via, potremo dare una data certa sulla riapertura. Lo ha appena detto il virologo Massimo Galli in un intervento a Piazza Pulita su La7, rispondendo alla vicepresidente di Confindustria Licia Mattioli che, nella stessa trasmissione di Lilli Gruber, sottolineava l'importanza di programmare al più presto una riapertura delle imprese: "Siamo in difficoltà, abbiamo a cuore il futuro del paese. Bisogna cominciare a pensare a riaprire".

Questo l'intervento di Galli:

“Se siete capaci di convincere il virus a darci una data certa, allora avremo una data certa. Questa è ovviamente una battuta: non voglio gelare nessuno. Ma è un dato di fatta che siamo di fronte ad un’epidemia che ha appena dato dei flebili segnali di voler mollare, grazie alle misure di distanziamento sociale che sono state fatte. Le date certe possono darle le programmazioni che sono state fatte sulla base di criteri economici. Ma in questo caso, non possiamo dare date certe".

Già in giornata Galli aveva espresso un concetto analogo. "I segnali di diminuzione del contagio ci sono, teniamoceli cari e stretti sperando che si confermino. Quindi, cauto ottimismo", sono state le parole del direttore Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, ospite di ‘Circo Massimo' su Radio Capital. Secondo Galli, "è chiaro che bisogna favorire una ripresa, ma farlo in modo anticipato sarebbe un grande danno, rischieremmo di ricadere e la ricaduta diventerebbe pesantissima da gestire".