Raggiunto dai killer a bordo di una moto che hanno affiancato la sua vettura in strada e freddato con due colpi di pistola che lo hanno raggiunto alla nuca. Così è stato ucciso nelle scorse ore tra le strade di Foggia il 53enne Roberto D’Angelo. L’agguato mortale nella tarda serata di ieri, giovedì 2 gennaio, alla periferia della città pugliese. Secondo quanto ricostruito fino a questo momento dalla polizia che indaga sul caso, la vittima era sulla sua vettura, una Fiat 500L, e stava procedendo lungo Viale Candelaro quando è stato affiancato da una motocicletta o uno scooter di grossa  cilindrata, probabilmente con due uomini a bordo: uno alla guida e l’altro che avrebbe impugnato una pistola facendo fuoco.

Un agguato letale che non ha lasciato scampo alla vittima designata. Dopo essere stato raggiunto dai colpi, l’uomo infatti ha perso il controllo del mezzo e ha impattato contro alcune vetture in sosta. Per lui inutili i successivi soccorsi sanitari da parte del 118 accorso sul posto. I medici hanno solo potuto costatarne il decesso. L’assassinio lungo una strada abitata e in pieno stile mafioso ha fatto ripiombare nella paura la città di Foggia. Dopo l’allarme, sul luogo dell’agguato, oltre ai soccorri medici, sono accorsi sia polizia che carabinieri. La polizia scientifica ha effettuato i rilievi del caso ma fondamentali saranno soprattutto i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona già acquisiti dagli investigatori per cercare di ricostruire esattamente la dinamica dell’accaduto.

A quanto emerso, nel 2016 Roberto D'Angelo fu vittima di un pestaggio da parte di quattro malviventi che cercavano di estorcere 80mila euro a suo nipote, titolare di un autoparco. L'episodio, secondo gli investigatori, non è collegato all'omicidio. D'Angelo si trovava per caso nell'autoparco quando i malviventi arrivarono e spararono anche alcuni colpi di pistola, uccidendo il cane da guardia del nipote. "Al momento non escludiamo alcuna ipotesi investigativa", ha detto il procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro. "Stiamo conducendo accertamenti tecnici come acquisizione dei tabulati telefonici e dei filmati delle telecamere di sicurezza". Roberto D'Angelo, che si occupava della compravendita di auto, è ritenuto dagli inquirenti estraneo a contesti mafiosi locali, e i suoi precedenti per truffe e reati contro il patrimonio risalgono a molto tempo fa. Anni fa, nel 1974, suo padre fu ucciso nelle vicinanze dello stadio comunale.