"L'ho ammazzata. Non so neanche io come". Sono le parole pronunciate martedì mattina agli operatori del 112 da Antonio De Pace, compagno di Lorena Quaranta, la studentessa in medicina di 27 anni uccisa nell'appartamento in cui viveva con il compagno infermiere a Furci Siculo (Messina). La ragazza era ormai senza vita nella sua camera da letto mentre De Pace aveva tentato di suicidarsi tagliandosi le vene ai polsi e accoltellandosi al collo, per poi immergersi in una vasca di acqua calda. Non riuscendo nel suo intento, ha preso il telefono e composto il numero d'emergenza. Quella che segue è la trascrizione – riportata dalla Gazzetta Jonica – della telefonata con la Centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Taormina. Il 27enne racconta ai militari cosa è accaduto, e pochi minuti dopo giungono a Furci due pattuglie per arrestarlo.

OPERATORE CC: Carabinieri Taormina!

OPERATORE NUE: Sì, 879, ho un utente di Furci Siculo, vie Delle Mimose, ve lo passo…!

OPERATORE CC: Prego… Pronto?

DE PACE: Sì!

OPERATORE CC: Prego, i Carabinieri di Taormina!

DE PACE: Sì, ho commesso un omicidio.

OPERATORE CC: Che ha fatto?

DE PACE: Un omicidio!… (linea disturbata) Antonio De Pace

OPERATORE CC: Ma lei?

DE PACE: Sì!

OPERATORE CC: A chi ha ammazzato… scusi!

DE PACE: La mia fidanzata!

OPERATORE CC: Ma a casa?

DE PACE: Si.

OPERATORE CC: E come l’ha ammazzata scusi?

DE PACE (sospiri)

OPERATORE CC: Pronto!

DE PACE: Mi sente?

OPERATORE CC: Sì a Furci dove?

DE PACE: Furci Siculo, via Delle Mimose numero 12

OPERATORE CC: E come l’ha ammazzata scusi?

DE PACE: (sospiri)

OPERATORE CC: Pronto, mi sente?

DE PACE: Sì

OPERATORE CC: Dico come l’ha ammazzata mi scusi

DE PACE (sospiri) non lo so manco io

OPERATORE CC: Ma la sua ragazza è lì?

DE PACE: Sì, è stesa

OPERATORE CC: Va bene, ok ora mandiamo qualcuno, via Delle Mimose 12 giusto, giusto?

DE PACE: Sì

OPERATORE CC: Va bene ok, salve