Processo con rito abbreviato per Antonio De Marco. È questa la richiesta avanzata dai legali dello studente 21enne reo confesso dell’omicidio di Daniele De Santis e della sua fidanzata, Eleonora Manta: la richiesta è stata depositata questa mattina al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lecce Michele Toriello.

L'istanza sarà valida nel caso in cui la legge dovesse cambiare

"In realtà – come spiega l’avvocato difensore Andrea Starace – in base alla riforma del 2019 e al recente pronunciamento della Corte Costituzionale che nei mesi scorsi ha rigettato il ricorso presentato dai Tribunali di La Spezia, Piacenza e Napoli sull'inapplicabilità del giudizio abbreviato per i reati punibili con l’ergastolo, si tratta di un atto meramente formale, ma che ci permetterà tuttavia di essere pronti qualora nel frattempo dovesse cambiare la norma di legge e durante il processo, al via il prossimo 18 febbraio, dovessero cadere le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e dell’aver agito con crudeltà, contestate dalla Procura di Lecce". Dunque la richiesta dei difensori è un tentativo finalizzato ad ottenere lo sconto di un terzo della pena, in realtà inammissibile per reati puniti con l'ergastolo: l'istanza sarà valida nel caso in cui la legge dovesse cambiare.

L'inizio del processo il prossimo 18 febbraio

Lo scorso dicembre lo stesso giudice aveva dichiarato inammissibile la perizia psichiatrica per De Marco che avrebbe dunque dovuto affrontare il processo la cui prima udienza era stata fissata per il prossimo 18 febbraio davanti alla Corte D’Assise di Lecce. Un'eventuale perizia psichiatrica potrà eventualmente essere richiesta all'interno del processo. Il giovane aveva confessato il delitto subito dopo l'arresto avvenuto una settimana dopo il duplice omicidio. De Marco deve rispondere dell'accusa di duplice omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dall’aver agito con crudeltà e porto abusivo d’arma bianca.

I fatti sono avvenuti nel condominio di via Montello 2 il 21 settembre 2020. In quel palazzo l'assassino aveva vissuto per diverso tempo prendendo in affitto una stanza da De Santis. I loro rapporti, secondo quanto emerso durante le indagini però, erano stati piuttosto formali e tra i due non era mai nato un rapporto di amicizia. Ma il 21enne aveva nel corso del tempo sviluppato un rancore verso il giovane arbitro motivato dal suo successo non solo in ambito sentimentale, ma anche in ambito sociale: i diari, le mail e i biglietti scritti dallo stesso killer ne sono stati una evidente prova. Tra le ultime prove raccolte dagli inquirenti ci sarebbe anche la lettera in cui lo studente confessa l’omicidio ad un’amica, ritrovata dai Carabinieri del Ris nella cartella “bozze” dell’indirizzo mail del 21enne, oltre alla pagina del diario rinvenuto nell’abitazione di via Flaming, in cui il ragazzo, un mese prima del duplice omicidio, scriveva "Ucciderò Daniele".

De Marco: Non accettavo la loro felicità

"Non accettavo la loro felicità", ha sempre dichiarato il ragazzo per dare un senso alla mattanza. Quella sera l’ex coinquilino della coppia, utilizzando un doppione delle chiavi, ha fatto irruzione nell’appartamento, a poche decine di metri dalla stazione ferroviaria, e con un coltello si è scagliato sui due fidanzati senza dar loro scampo, prima di darsi alla fuga e far perdere le proprie tracce.