"Vi ringraziamo di ricordarlo con frasi e foto e vi preghiamo. Per favore non fate lo stesso errore che ha fatto lui, non rischiate la vostra vita per delle stronzate… Vivetela". A scrivere sui social network sono i genitori, la nonna, il fratello minore e la sorella maggiore di Daniele Burelli, classe 2003 di San Daniele in Friuli che la notte tra sabato e domenica scorsi ha sottratto di nascosto l'auto della mamma, ha caricato 7 coetanei, suoi compagni di classe, ma durante la corsa ha perso il controllo della vettura e si è schiantato contro un palo della luce prima di cappottarsi tra Rodeano di Rive d'Arcano e Villanova di San Daniele, in via Kennedy. Di tutto il gruppo di minorenni, è stato lui, che era la guida, ad avere la peggio. La madre era uscita a cercarlo nella notte proprio perché si era accorta che l'auto non era nel garage e temeva l'avesse presa il figlio. Quest'ultimo aveva deciso di proseguire la serata con i compagni nonostante il maltempo che si stava abbattendo su tutto il Friuli.

È deceduto sul colpo per le lesioni riportate, lasciando nel dolore i familiari e quanti lo conoscevano a Fagagna, il comune in cui abitava, nella frazione Battaglia, e frequentava l'Istituto Bearzi. I suoi genitori, dopo le numerose dimostrazioni di vicinanza espresse dalla comunità cittadina hanno deciso di condividere il messaggio sui social, che possa essere di avvertimento anche per altri ragazzi come lui: "Questo è un favore che vi chiediamo con il cuore in mano, speranzosi che la storia del nostro Daniele vi sia di esempio e vi porti a ragionare prima di fare qualcosa di avventato", hanno continuato. Intanto, è lutto tra i compagni di scuola di Daniele e quanti lo conoscevano. Il 16enne, il cui papà, Marco, è molto conosciuto perché presidente della pro loco, è ricordato da tutti come un grande appassionato di motori, come si vede anche dalle ultime foto postate sul suo profilo Instagram, dove è immortalato in sella ad una moto. Solo un anno fa veniva inoltre menzionato sulla pagina social della sua scuola per la creatività dimostrata nel realizzare un presepe di viti e bulloni, per il quale era stato molto apprezzato. "Voglio dire che tengano ben presente che quello che ha fatto Daniele non si deve fare – ha concluso il papà del ragazzo in una intervista al Gazzettino -. Non è come un gioco del telefonino dove si hanno quattro, cinque vite. Non si fa, non si va in giro fino alle cinque di mattina. La vita è una. Una sola".