Dalla Fiat 500L spuntano 14 bambini, aveva trasformato auto personale in scuolabus a Palermo

Quell'auto piena zeppa di zaini di scuola che procedeva lentamente in strada non era passata inosservata a una pattuglia della polizia impegnata in un normale servizio di controllo del territorio ma quando gli agenti hanno deciso di fermarla per ulteriori controlli probabilmente nemmeno loro si aspettavano di trovare all'interno ben 14 bambini tutti stipati incredibilmente uno sull'altro per farli entrare all'interno dell'esiguo spazio rappresentato da una Fiat 500L.
La singolare e incredibile scena ha avuto come scenario le strade di Palermo dove nei giorni scorsi la polizia del commissariato San Lorenzo ha fermato la vettura guidata da una donna scoprendo che una semplice auto familiare era diventata di fatto uno scuolabus anche se decisamente pericoloso e ovviamente illegale.
All'interno gli agenti hanno rinvenuto, oltre all'automobilista, ben 14 minorenni, gran parte frequentatori della scuola elementare ma anche un adolescente più grande. Nonostante la minore età, ovviamente per nessuno di loro era stato previsto un dispositivo di ritenuta per bambini visto l'esiguo spazio e tutti erano ammassati come capitava.
Oltre i ragazzini, quasi tutti di età comprese tra i 7 e i 10 anni a parte un 14enne, nella vettura trovavano posto anche tutti i loro bagagli rappresentanti da zaini di varia natura. Per la quarantenne al volante e proprietaria dell'auto sono scattate così le sanzioni previste dal codice della strada per le violazioni in materia di trasporto di persone, visto il superamento del numero massimo consentito e il mancato rispetto delle condizioni di sicurezza per i bimbi.
Interpellata dagli agenti su quanto stava accadendo, la donna ha spiegato di essere stata autorizzata dai genitori ad accompagnare i ragazzi da scuola a casa. Una ricostruzione confermata dai familiari degli alunni che sono stati convocati al commissariato per la riconsegna dei ragazzini e l'identificazione. L’episodio infatti è stato segnalato alla Procura per i minorenni di Palermo per i possibili ulteriori risvolti.