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Crollo in cantiere a Brindisi, il padre salva il figlio prima di essere travolto e ucciso: 26enne in codice rosso

A Messagne (Brindisi) il 66enne Antonio D’Errico e il figlio Alessandro, 26 anni, sono stati travolti da una tettoia mentre lavoravano in cantiere. L’uomo è morto salvando il figlio. Il cantiere è stato posto sotto sequestro.
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Nuova tragedia sul lavoro a Messagne, in provincia di Brindisi. Durante i lavori in un cantiere il 66enne Antonio D'Errico si è accorto che la tettoia nell'area dove stava lavorando il figlio era a rischio crollo, e per questo lo ha spinto via, salvandogli la vita. L'uomo invece è stato travolto dalla struttura perdendo la vita sul colpo.

Il figlio della vittima, il 26enne Alessandro D'Errico, nonostante l'intervento paterno è rimasto ferito ed è stato trasportato in codice rosso all'ospedale Perrino di Brindisi. Si tratta dell'ennesima morte sul lavoro in Italia.

L'incidente in cantiere: la tettoia crolla e travolge padre e figlio

L'incidente è avvenuto questa mattina, mercoledì 29 luglio, all'interno di in un cantiere privato di via Alimini, in contrada Manfredonia, alla periferia di Messagne. Al suo interno stava lavorando Antonio D'Errico insieme al figlio Alessandro.

Secondo le prime ricostruzioni, il 66enne si sarebbe accorto che qualcosa non andava nella struttura e sarebbe corso ad allertare il figlio, sospingendolo via prima che la tettoia crollasse. L'uomo è stato investito in pieno, e a nulla è valso l'intervento del personale del 118 accorso sul posto. Il figlio ha riportato gravi traumi e ferite ed è stato trasportato in emergenza all'ospedale brindisino, dove si trova tutt'ora.

Sul posto sono giunte anche le Forze dell'ordine che hanno posto il cantiere sotto sequestro. I rilievi sono affidati alla polizia locale e al personale dello Spesal.

Il sindaco: "Dramma inaccettabile"

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Mesagne, Francesco Rogoli: "Quanto accaduto oggi ci impone, ancora una volta e con dolorosa urgenza, una riflessione sul dramma inaccettabile delle morti e degli infortuni legati al lavoro. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a tutto questo. Le Istituzioni, a tutti i livelli, hanno il dovere morale e civile di rinnovare l'impegno affinché la cultura della sicurezza diventi una priorità assoluta e inderogabile, ovunque si presti la propria opera. Difendere la vita di chi lavora significa difendere la dignità dell'intera nostra comunità".

Il primo cittadino ha poi fatto sapere di aver rimandato l'evento in programma per questa sera nella piazza di Messagne, e ha rivolto un pensiero alla famiglia della vittima: "La nostra comunità si stringe, con commozione e profondo dolore, attorno alla famiglia D'Errico per la tragica scomparsa di Antonio. Ci troviamo di fronte a una tragedia che spezza una vita e lascia un vuoto incolmabile".

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