“Mi stavo fermando”, le ultime parole del 26enne ucciso dagli agenti anti migranti in Usa: non era l’obiettivo

Si chiamava Joan Sebastian Guerrero il 26enne cittadino colombiano ucciso ieri dagli agenti anti migranti Ice in Usa a Biddeford, nel Maine, e non era l’obiettivo del blitz degli agenti. L’uomo, che lavorava come autista addetto alle consegne e aveva moglie e figlia di 3 anni, si stava recando al lavoro quando lunedì è avvenuta la sparatoria in strada. Il 26enne al volante di una utilitaria è stato speronato da un Suv dell’Ice senza segni distintivi e quindi raggiunto da colpi di arma da fuoco in strada.
La sparatoria davanti a diversi testimoni che hanno visto la vittima sanguinante essere trascinata fuori dall’auto dove è morta poco dopo. Un residente ha dichiarato di aver sentito l'uomo deceduto dire "Ho cercato di fermarmi" mentre veniva tirato fuori dagli agenti armi in pugno e giubbotto antiproiettile. "Perdeva molto sangue dalla testa. Parlava e diceva: ‘Ho cercato di fermarmi'" ha raccontato il testimone.
Diverse organizzazioni di immigrati come “La Maine Immigrants Rights Coalition” hanno affermato che Guerrero aveva un regolare permesso per lavorare negli Stati Uniti mentre il senatore Angus King, che ha parlato con Markwayne Mullin, segretario del Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti, ha riferito che la vittima “non era l’obiettivo del mandato che gli agenti stavano eseguendo”.
Secondo lo stesso Dipartimento per la Sicurezza Interna, gli agenti federali hanno sparato al 26enne durante un'operazione di controllo dell'immigrazione "per timore per la pubblica sicurezza" mentre la vittima "tentava di fuggire dalla scena". La sparatoria poco dopo le 7 del mattino all'incrocio tra Hill Street e Pool Street. Un altro testimone ha riferito di aver ha visto un agente con la pistola in pugno che urlava contro un automobilista che sembrava aver spostato il proprio veicolo nella direzione dell'agente: "Direi che gli ha sparato almeno quattro colpi".
“Verso le 7 del mattino ho sentito delle urla che mi hanno svegliato. Ho sentito gli agenti che gli dicevano di accostare l'auto. Poi all'improvviso hanno sparato circa sei colpi, ed è stato un rumore insopportabile” ha raccontato un altro residente, rivelando: “Sua moglie è accorsa ed era accanto a lui, urlava e piangeva. C'era anche sua figlia. Era una brava persona. Era tranquillo e riservato. Lavorava sodo per mantenere la moglie e la figlia di 3 anni”.
Alcune immagini di sorveglianza della zona mostrano la berlina bianca che gira molto lentamente in tondo a un incrocio con se fosse fuori controllo mentre gli agenti sono a piedi. Poco dopo si vede il suv dell’Ice che arriva e la blocca e gli agenti che infine estraggono il conducente dal veicolo e lo adagiano a terra. Non è chiaro però se il video mostri la sparatoria vera e propria o i momenti successivi.