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Covid 19
2 Marzo 2020
14:56

Per l’Unione europea ora il rischio Coronavirus è alto: “La situazione peggiorerà”

L’epidemia sta coinvolgendo 18 paesi europei e il numero dei contagiati è arrivato a quota 2199. Annunciata la task force “Coronavirus response team”, coordinata da cinque commissari europei, tra cui Gentiloni, che si occuperà di affrontare la questione sul piano medico, della mobilità e su quello economico.
A cura di Gloria Bagnariol
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Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha alzato il livello d’allerta sull’epidemia da coronavirus: si passa da moderato a alto. Il contagio tocca a oggi diciotto paesi dell’Unione europea, sono stati confermati 2199 casi e le vittime sono arrivate a quota 38, di queste 35 in Italia e  2 in Francia. Secondo il Commissario per la Gestione delle Crisi Lenarcic: “La situazione peggiorerà, ma non dobbiamo cedere al panico”.

Per affrontare la situazione la presidente della Commissione Ursula Von Der Layen ha annunciato la creazione di una task force, il Coronavirus response team, che si occuperà dell’epidemia tenendo conto di tre aspetti principali: il campo medico, quello della mobilità e quindi del controllo dei confini, quello economico. Il lavoro sarà coordinato da cinque commissari: Janez Lenarcic, responsabile per la Gestione delle crisi, Stella Kyriakides per la Salute, Ylva Johansson agli Affari interni, Adina Valean per i Trasporti e Paolo Gentiloni per l’economia, e tutte le informazioni saranno disponibili su un nuovo portale lanciato oggi:

Che cosa sta facendo l’Ue?

Gli sforzi di Bruxelles si concentrano sul “coordinamento” per “poter limitare i danni” e a chi si lamenta della confusione e delle reazioni diverse nei vari paesi, Von Der Layen assicura che: “c’è un enorme lavoro di organizzazione e solidarietà, non lo vedete perché non c’è nessun problema. Certo, non tutto è allineato, ma non può esserlo perché ci sono situazioni differenti e non possono essere prese le stesse misure ovunque, dobbiamo rispettare anche il lavoro delle autorità locali” . Per ora le uniche misure concrete sono state il primo pacchetto di aiuti di 232 miliardi di euro, di cui la maggior parte consegnati all’Oms per la lotta al Covid-19, ma Lenarcic assicura che “stiamo valutando la possibilità di mobilitare altri fondi”.

Sul fronte degli effetti economici c’è preoccupazione e Gentiloni ammette che “la previsione iniziale che disegnava una tipica situazione in cui ci sarebbe stato un rapido crollo e poi una risposta con un'altrettanto rapida crescita è stata ottimista”, aggiungendo che “anche se è ancora presto per valutare i danni, questo non significa che non possiamo minimizzarli”. I settori in maggiore sofferenza sono principalmente quello del turismo, dei viaggi, dei trasporti e quello automobilistico, l’Ocse ha tagliato le stime di crescita dell’eurozona che ora si attesta a un debole 0,8 perdendo tre punti rispetto a quanto previsto solo pochi mesi fa, a novembre 2019.

Cosa ha chiesto l’Italia a Bruxelles

Oltre a un aiuto materiale, ossia l’invio di mascherine protettive, sul quale ancora non c’è nessuna risposta, l’Italia chiede un supporto sui conti pubblici. Il ministro all’economia Gualtieri ha pronto un pacchetto di 3,6 miliardi di euro, Gentiloni non si è sbilanciato, ma ha detto che “la cifra proposta dall’Italia può essere considerata proporzionata” e ha assicurato che l’Unione europea prevede dei meccanismi di flessibilità nei casi di “circostanze eccezionali”, bisognerà però valutare le richieste dei vari stati membri e “coordinare le risposte sulla base di uno spirito di solidarietà”.

L’epidemia di Covid-19 sarà oggetto anche della prossima riunione straordinaria dell’Eurogruppo, prevista per mercoledì, il giorno dopo se ne discuterà al Parlamento europeo. Si parlerà sempre di Coronavirus anche nel prossimo Consiglio europeo di fine marzo, che, dichiara Von Der Layen: “per ora è confermato, ma vi informeremo se ci saranno ulteriori sviluppi”.

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