Consumi ancora in calo, si spende meno per tempo libero e vestiti

Nuovo allarme Confcommercio: a settembre, emerge da una ricerca, è stato registrato un calo dello 0,2% rispetto ad agosto e dello 0,6% rispetto a un anno fa. Le famiglie italiane tagliano soprattutto su tempo libero e attività ricreative, ma anche su abbigliamento e calzature. “Si tratta di dinamiche che rispecchiano la fragilità dell’attuale situazione economica in cui, sebbene la fase più negativa sembri superata, gli occasionali spunti di ripresa non riescono a tradursi in un sensibile recupero dei consumi che continuano a registrare una sostanziale stagnazione – è quanto ha spiegato Confcommercio-. La debolezza dell’attuale fase congiunturale e le incertezze che la caratterizzano si leggono anche nelle dinamiche dei principali indicatori congiunturali che, seppur positivi in alcuni casi, rimangono ancora estremamente deboli”. Per il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli “occorrono interventi urgenti e risolutivi per ridurre le tasse e ricostruire il reddito delle famiglia che è tornato ai livelli di 30 anni fa”.
Confcommercio, in positivo solo comunicazioni e mobilità
La diminuzione congiunturale dell’indice a settembre deriva da una flessione dello 0,4% della domanda per la componente relativa ai servizi e da una stasi della componente relativa ai beni. L’indice registra aumenti dello 0,2% su agosto per i beni e servizi per la mobilità, per le comunicazioni e per la casa. La spesa per alimentari e tabacchi segnala una stabilità mentre si segnala un calo dello 0,8% per i beni e servizi ricreativi dove si è attenuata la spinta positiva proveniente dai giochi e lotterie, e per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-0,6%). Inoltre, elementi di difficoltà caratterizzano la spesa beni e servizi per la cura della persona (-0,3%) e per abbigliamento e calzature (-0,2%). A settembre le uniche variazioni positive, su base annua, si rilevano per i beni e servizi per le comunicazioni (+5,2%), per i beni ed i servizi per la mobilità (+1,0%).