Un nuovo regolamento per i vigili e le vigilesse urbane di Cittadella, comune in provincia di Padova. Un regolamento che, però, non fa parlare di sé per regole particolarmente restrittive (o, al contrario, per nulla restrittive) per il lavoro dei vigili, ma per le nuove norme in materia di abbigliamento. Già, perché presto i vigili e le vigilesse di Cittadella non potranno più decidere come vestirsi e pettinarsi. Non del tutto almeno. Come racconta Il Corriere della Sera, il consiglio comunale voterà presto un nuovo regolamento di polizia locale che introduce una serie di obblighi e divieti riguardanti il look e l'abbigliamento degli agenti. Anche quello intimo. Si parte proprio dalla biancheria intima, infatti: le donne saranno obbligate a portare sempre il reggiseno, ma di un colore neutro. Così come di colore neutro dovranno essere le mutande. Il motivo? Non suscitare “turbamento” nei cittadini.

Ci sono nuove regole anche per l’acconciatura: divieto assoluto di tinte ma anche di tagli definiti “bizzarri”. E niente da fare anche per i capelli lunghi: dovranno essere raccolti con trecce o code. Va bene, invece, l’uso del rossetto: ma senza esagerare e purché non sia troppo appariscente. Occhiali sì, ma non troppo eleganti: solo modelli classici. Restrizioni anche per quanto riguarda gli anelli: si potranno indossare solo quelli nuziali, tutti gli altri dovranno essere eliminati quando si lavora. Vietati per questioni di sicurezza, così come gli orecchini troppo lunghi o gli orologi troppo grandi.

Per gli uomini qualche limite ci sarà pure e riguarderà soprattutto la barba e i baffi. Il regolamento sarà simile a quello introdotto nel 2016 a Venezia, dove si prevedono capelli raccolti, unghie corte, nessun gel e nessun tatuaggio in vista. La motivazione che ha portato a questo nuovo regolamento di polizia locale a Cittadella la illustra il comandante Samuele Grandin: “I nostri agenti sono tenuti ad avere un aspetto consono. È finita l’era del vigile trasandato, magari col bicchiere di vino o il panino in mano: i nostri agenti devono mostrare una percezione di sicurezza. Carabinieri, guardia di finanza o polizia locale non cambia niente, siamo forze dell’ordine a tutti gli effetti, per cui vige un principio militaresco. Ai concorsi capita di vedere gente con piercing e tatuaggi: chi sceglie questo lavoro deve capire che non siamo un’armata Brancaleone, e per chi non si adegua ci saranno procedimenti disciplinari”.