In Italia l’epidemia di Covid-19 non è conclusa e la situazione epidemiologica rimane estremamente fluida e a rischio di peggioramento. È quanto emerge chiaramente dal Report settimanale delle Regioni a cura di Iss e ministero della Salute nella settimana dal 3 al 9 agosto. Iss e Ministero parlano di una situazione "di transizione con tendenza a un progressivo peggioramento". I contagi sono in aumento nel nostro Paese: nella settimana di monitoraggio sono stati riportati complessivamente 925 focolai attivi di cui 225 nuovi, entrambi in aumento per la seconda settimana consecutiva. "Questo comporta un forte impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti che si sta dimostrando efficace nel contenere la trasmissione locale del virus come dimostrato da valori di Rt pari o inferiori a 1 nella maggior parte delle Regioni/PPAA", si legge nel report.

Chi sono i nuovi contagiati: età media di 40 anni

L’età mediana dei casi diagnosticati nell’ultima settimana è intorno ai 40 anni: questo è in parte dovuto alle caratteristiche dei nuovi focolai di Covid che vedono un sempre minor coinvolgimento di persone anziane, in parte a un aumento tra i casi importati e in parte all’identificazione di casi asintomatici tramite screening e ricerca dei contatti in fasce di età più basse. Tutto questo comporta almeno per il momento un rischio più basso di un possibile sovraccarico dei servizi sanitari. Nella settimana di monitoraggio il 36% dei nuovi casi diagnosticato in Italia è stato identificato tramite attività di screening, mentre il 28% nell’ambito di attività di contact tracing. I rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (32,4%) o non è riportata la ragione dell’accertamento diagnostico (3,8%). Circa due terzi dei nuovi casi sono stati dunque diagnosticati grazie alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti.

Rientri dall'estero e ritrovi: chi ha causato i nuovi focolai

Nell'ultima settimana oggetto del monitoraggio sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione importati da altre Regioni o dall'estero. Oltre ai focolai attribuibili alla reimportazione dell’infezione, vengono segnalati alcune piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l’origine. Nelle conclusioni del Report si legge che anche in questa settimana si rileva la trasmissione diffusa del virus in tutto il Paese che "provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all’importazione di casi da Stati esteri (anche al rientro dopo periodi di vacanza in Paesi a più elevata circolazione virale)".

Contagi dopo serate in discoteca

Oltre ai casi di ritorno dall’estero, l'attenzione si concentra anche su quelli locali e, in particolare, su discoteche e ritrovi della movida: sono diverse le Regioni che negli ultimi giorni hanno registrati casi di contagio dopo feste in discoteche o assembramenti vari. Le discoteche possono diventare veri e propri focolai, come successo ad esempio a Carloforte, in Sardegna, o a Vercelli, in Piemonte, dove si sta ancora cercando di risalire a tutti i casi di positività al coronavirus legati a una serata in discoteca. Non a caso da Nord a Sud per evitare assembramenti, falò in spiaggia e feste nella notte di Ferragosto, governatori e sindaci hanno stabilito regole precise da rispettare, segno che la "movida" crea preoccupazione (a differenza di quanto sostiene il leader della Lega Salvini, secondo cui “l’unico problema sono i migranti che sbarcano, non i ragazzi che ballano in discoteca”, dato che viene smentito dagli stessi focolai che si sono registrati in tutta Italia negli ultimi giorni, sia a causa della presenza di positivi nelle discoteche, sia per i tanti casi di persone tornate con il virus dalle vacanze all’estero).

Igiene, mascherine e distanziamento: le regole da rispettare

Il numero di nuovi casi rimane nel complesso contenuto ma con una tendenza all’aumento. Questo avviene anche grazie alla ricerca e la gestione dei contatti, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l'isolamento immediato dei casi secondari. È essenziale in questa fase continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico. L'invito inoltre è quello di prestare particolare attenzione alla possibilità di contrarre il nuovo coronavirus durante periodi di permanenza in Paesi all'estero con una più alta circolazione virale.