7 Settembre 2021
16:05

Cavo di una petroliera si spezza e colpisce marinaio al petto: nuova tragedia sul lavoro a Livorno

Un operaio marittimo filippino di 54 anni è morto durante le operazioni di ormeggio di una petroliera battente bandiera italiana alla Darsena Petroli del porto della città toscana: l’uomo è stato colpito in pieno petto da un cavo che si è spezzato sulla nave. Per lui, nonostante i soccorsi, non c’è stato niente da fare.
A cura di Davide Falcioni

Ancora un incidente sul lavoro, questa volta a Livorno: un operaio marittimo filippino di 54 anni è morto durante le operazioni di ormeggio di una nave alla Darsena Petroli del porto della città toscana: stando a quanto accertato un cavo si sarebbe staccato dall'imbarcazione colpendolo in pieno petto e non lasciandogli alcuno scampo. Per l'uomo, nonostante gli immediati soccorsi dei colleghi e di un'ambulanza (con a bordo il medico del 118) della Svs di via San Giovanni, non c'è stato purtroppo niente da fare.

La prima chiamata al 112, il numero unico di emergenza, è stata fatta attorno alle 12.10. Secondo una prima e sommaria ricostruzione la petroliera sulla quale era imbarcato l'operaio – l'italiana M/N Meligunis, lunga più di 100 metri – stava ormeggiando in porto quando il cavo si sarebbe strappato, colpendo il marittimo con un "effetto frusta". Naturalmente la dinamica – comprese eventuali responsabilità – è al vaglio dei militari della capitaneria di porto, che stanno indagando sulla vicenda e sono subito intervenuti a bordo dell'imbarcazione. Con loro anche gli agenti della polizia di frontiera marittima. All'arrivo dei soccorritori della Pubblica assistenza labronica il marittimo era in arresto cardiaco da diversi minuti. Il medico, con l'ausilio dei volontari giunti con lui sul mezzo di emergenza, hanno tentato in tutti i modi di riportarlo in vita, sia con il massaggio cardiaco che impiegando un defibrillatore. La petroliera è stata posta sotto sequestro per consentire le indagini del caso, in particolare quelle sul rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Nel 2021 già 677 morti sul lavoro

Secondo l'ultimo rapporto dell'Inail aggiornato alla fine di luglio nel 2021 le denunce di infortunio sul lavoro presentate sono state 312.762, quasi 24mila in più (+8,3%) rispetto alle 288.873 dei primi sette mesi del 2020; i morti di quest'anno sono invece stati 677. Dall'analisi territoriale emerge un aumento dei decessi nel Sud (da 141 a 192 casi mortali), nel Nord-Est (da 136 a 147) e nel Centro (da 128 a 129). Il numero dei decessi, invece, è in calo nel Nord-Ovest (da 265 a 169) e nelle Isole (da 46 a 40).

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