Domani, lunedì 20 gennaio, si aprirà al tribunale di Cagliari, alle 11.30, il processo contro Mauro Aresu, un attivista sardo finito nei guai per un post scritto su Facebook contro il leader della Lega, Matteo Salvini. L’attivista, che è accusato di diffamazione, istigazione a delinquere e minaccia, aveva scritto un post sull’ex ministro dell’Interno evocando piazzale Loreto a Milano, pochi giorni prima di una visita a Cagliari nel 2017 di Salvini per partecipare al congresso regionale del Carroccio. Salvini aveva letto quel post su Facebook e deciso di sporgere querela per diffamazione. “Salvini, costituitosi parte civile durante l’udienza preliminare, chiede un risarcimento del danno pari a euro 30.000 – è quanto fa sapere l’associazione indipendentista Libertade esprimendo la solidarietà all’attivista a processo -. Ancora una volta, i rappresentati delle istituzioni italiane agiscono sentendosi offesi da chiunque esprima liberamente il proprio pensiero e rivolga loro critiche politiche”.

La difesa dell'attivista sardo – L’imputato Mauro Aresu è difeso dall’avvocata Marcella Cabras. "Abbiamo deciso di rifiutare le proposte della controparte, che prevedevano pubbliche scuse e un risarcimento di 30000 euro, e di andare al dibattimento perché crediamo che quella frase sia tutelata dall'articolo 21 della Carta sulla libertà di esprimere dissenso", aveva spiegato nei mesi scorsi il legale dell'attivista. Una scelta di contestazione a Salvini che – aveva sottolineato sempre Cabras – "allora non era ministro né vicepremier ma segretario della Lega Nord. E il mio cliente non intendeva offendere la persona, ma, come detto, esprimere la sua opposizione alle idee propugnate dal partito da lui guidato".