Nel tentativo di fare arrivare nella sua clinica privata quanti più pazienti oncologici possibili per effettuare trattamenti sanitari molto remunerativi, avrebbe provato a corrompere un medico dell’Asl. Per questa ragione un dottore della struttura privata convenzionata Salus di Brindisi è stato sottoposto alla misura interdittiva del divieto di esercitare per nove mesi la professione. Si tratta di Luigi M., di Lecce, nei confronti del quale è stato emesso un provvedimento del gip Tea Verderosa su richiesta del pm Pierpaolo Montinaro, sulla base di indagini compiute dai carabinieri del Nas di Taranto.

Il reato ipotizzato è l’istigazione alla corruzione. Secondo quanto emerso dalle indagini, il medico in questione avrebbe contattato il direttore dell’Unità operativa di Medicina dell’ospedale di Ostuni chiedendo di indirizzare presso la casa di cura Salus, estranea alle indagini, pazienti affetti da neoplasie epatiche, per effettuare trattamenti di chemio – embolizzazione, malgrado la Asl di Brindsi sia già attrezzata per questo tipo di interventi. In cambio avrebbe promesso al collego il riconoscimento di una consulenza scientifica retribuita. L'aumento delle prestazioni di ricovero avrebbe aumentato, secondo l'accusa, anche il budget personale del medico accusato.