Bimba morta di difterite a Palermo, domani l’autopsia. Iss: “Positivi anche i campioni del cuginetto”

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Immagine di repertorio.
Sarà eseguita domani, venerdì 28 agosto, a Palermo, l’autopsia sul corpo della bimba di 4 anni morta di difterite. Al momento, sono indagati per omicidio colposo madre e padre che non l’hanno vaccinata. I genitori hanno presentato una denuncia contro i medici che hanno curato la piccola. Intanto, l’Iss conferma la positività del cuginetto.

L'autopsia sulla bimba di 4 anni morta di difterite a Palermo, si svolgerà nel pomeriggio di domani, venerdì 28 agosto, nell'istituto di Medicina legale del Policlinico del capoluogo siciliano.

Alle 15.30 negli uffici della Procura sarà conferito l'incarico ai consulenti del pubblico ministero e a seguire si svolgerà l'esame autoptico. Al momento sono indagati, con l'ipotesi di omicidio colposo, la madre e il padre della bimba, originari del quartiere Zen, che non avevano fatto vaccinare la figlia, temendo che, a seguito dell'immunizzazione, potesse diventare autistica.

Non è escluso che, dopo la controdenuncia da parte dei genitori, possano essere indagati e invitati a nominare un proprio consulente anche alcuni dei medici che si sono occupati della bimba. Infatti, secondo il padre e la madre della piccola, avrebbero sbagliato diagnosi e fatto ricorso a cure non appropriate per trattare la malattia, provocando così la morte della figlia.

Intanto, l'Istituto superiore di sanità (Iss) ha confermato la positività alla malattia, quasi scomparsa in Italia, con l'ultimo caso rilevato nel 1996, del cuginetto della bambina deceduta. Contagiato probabilmente dalla bambina, si è salvato perché vaccinato.

Le indagini molecolari condotte sul ceppo batterico isolato da tampone faringeo del paziente affetto da sospetta difterite respiratoria hanno confermato l'identificazione della specie C. diphtheriae e la presenza del gene della tossina difterica,  ha fatto sapere l'Iss.

"Dai referti del laboratorio dell'ospedale di provenienza gli isolati dei due pazienti (bambina deceduta e cugino) presentano lo stesso profilo di antibiotico-resistenza, mentre il sequenziamento completo è ancora in corso. – aggiunge l'Istituto – Il bimbo ha sviluppato una forma non grave della malattia perché vaccinato. Al momento, non risultano altri casi".

"Ogni denuncia ha diritto di essere esaminata e sarà la magistratura ad accertare se vi siano state responsabilità nell'assistenza prestata alla bambina. Ma non possiamo ignorare il dato centrale di questa tragedia: la difterite è una malattia prevenibile con la vaccinazione".

Lo ha detto il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo Toti Amato, componente del direttivo nazionale (Fnomceo), intervenendo sulla vicenda dopo la denuncia presentata dai genitori della bambina.

"La prevenzione non può diventare un elemento secondario quando si ricostruisce una vicenda clinica così drammatica – sottolinea –. Il rischio è alimentare una medicina difensiva che costringe i sanitari a difendere continuamente il proprio operato nelle aule giudiziarie, mentre contemporaneamente cresce il rifiuto di vaccinazioni capaci di prevenire malattie gravi e potenzialmente letali".

"I medici devono naturalmente rispondere delle proprie scelte, ma la valutazione delle responsabilità non può prescindere da tutti i fattori che hanno concorso al percorso della malattia", aggiunge.

"La priorità adesso è recuperare la fiducia nelle vaccinazioni e contrastare la disinformazione. – prosegue – Vaccinare un bambino significa ridurre concretamente il rischio che malattie prevenibili possano provocare forme gravi, complicanze e conseguenze irreversibili".

E conclude: "Quando esiste uno strumento efficace per proteggere la salute e la vita dei più piccoli, rinunciarvi non è una scelta priva di conseguenze".

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