Il direttore sanitario sulla bimba morta per difterite: “Colpiti più organi. Il cugino non rischia, è vaccinato”
"La bambina è arrivata da noi in rianimazione pediatrica già intubata e in condizioni molto gravi. Poi ha avuto un progressivo peggioramento ed è entrata in una fase di scompenso multi-organo".
A ripercorrere le ultime ore della bimba morta all'ospedale Di Cristina a Palermo per sospetta difterite, non vaccinata dai genitori, è il direttore sanitario Domenico Cipolla, contattato telefonicamente da Fanpage.it.
A consigliare ai genitori di recarsi in ospedale era stata la pediatra della bimba, insospettita dai sintomi che manifestava la piccola, dopo averla visitata, a indirizzare la famiglia all’ospedale. La piccola non era mai stata visitata in precedenza e la dottoressa non poteva conoscere il suo bilancio vaccinale.
Martedì pomeriggio, una volta che è arrivata la diagnosi di sospetta difterite, la pediatra ha scritto a tutti i genitori dei suoi piccoli pazienti, sollecitando a "mantenere aggiornato il calendario vaccinale".
"Questa malattia si caratterizza per una tossina letale che ha portato appunto allo scompenso. – aggiunge Cipolla – Le tossine che produce questo batterio colpiscono cervello, cuore, reni, fegato, causano un danno multi-sistemico che è difficile da bloccare".
La bambina era stata portata dai genitori nella serata di giovedì 13 agosto al pronto soccorso dell’ospedale Cervello, con febbre, ipoalimentazione e vomito. Verso mezzanotte era stata dimessa con la diagnosi di tonsillite essudativa febbrile e con il consiglio di tornare in pronto soccorso qualora ci fosse stato un peggioramento.
Il 15 agosto alle 18 circa i genitori avevano riportato la bambina al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Cervello. Nel referto è stato scritto che la piccola non era vaccinata per scelta dei genitori. La mattina dopo era stata intubata per insufficienza respiratoria e trasferita in ambulanza con rianimatore alla terapia intensiva pediatrica del Di Cristina.
Cipolla ci spiega anche le procedure mediche messe in atto dopo l'arrivo della bambina in ospedale: "Abbiamo fatto il siero antidifterico, l'antidoto, usato i farmaci, dato tutto il supporto. Anche un'emodialisi con un filtro particolare per rimuovere queste tossine, però alla fine non c'è stato nulla da fare".
L’intera équipe sanitaria è rimasta per due giorni al suo capezzale: "È deceduta nel reparto di Cardiochirurgia pediatrica perché abbiamo provato davvero ogni cosa, anche l'Ecmo, la circolazione extra-corporea, ma non c'è stato modo, purtroppo".
E il direttore sanitario aggiunge: "Abbiamo appreso subito, appena arrivata da noi, che non era vaccinata. La difterite è una malattia che in questa forma grave non si vedeva da 30 anni".
Ora a fornire la diagnosi ufficiale sul caso spetta all'Istituto superiore di Sanità, a cui sono stati mandati dei campioni. Anche se, precisa Cipolla, ciò che probabilmente arriverà nelle prossime ore è una conferma.
"Abbiamo isolato il batterio con un terreno di coltura specifica, abbiamo fatto indagini appropriate. – spiega – Siamo un'azienda di rilievo nazionale e di alta specializzazione, siamo stati riferimento anche in tempo di Covid, lavoriamo con certi standard".
L'Azienda sanitaria provinciale di Palermo, come appreso da Fanpage.it, sta svolgendo accertamenti per valutare ed eventualmente tenere sotto controllo la diffusione della malattia all'interno della famiglia e tra gli ultimi contatti della bambina.
Cipolla torna a ribadire l'importanza della vaccinazione, come è stato fatto nelle scorse ore da tanti sanitari e istituzioni: "L'invito è a vaccinare sia i bambini che gli adulti, non solo con quello anti-difterite ma con tutti quelli disponibili".
"La vaccinazione è un'arma fondamentale, un progresso per l'umanità, ma la disinformazione che corre anche sui social fa molti danni". Da diversi anni, infatti, circolano diverse teorie che attribuiscono ai vaccini rischi inesistenti o scopi occulti, alimentando la sfiducia in questi strumenti di prevenzione.
È bene ricordare, come spiega anche Cipolla, che non esiste alcun legame scientifico tra i vaccini e, per esempio, l'autismo. La comunità scientifica internazionale ha ampiamente dimostrato che le vaccinazioni sono sicure e non causano disturbi dello spettro autistico.
Il falso mito è nato nel 1998 a causa di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Lancet da un medico britannico, Andrew Wakefield.
"Il medico è stato radiato, l'articolo ritirato e la rivista si è scusata per l'aver pubblicato il contributo scorretto, ma si fanno ancora sentire gli effetti del passaparola, una vulgata che corre ancora dopo 30 anni su una cosa assolutamente falsa, costruita", spiega ancora Cipolla.
Al direttore sanitario chiediamo infine aggiornamenti sul cuginetto coetaneo della bimba, anche lui ricoverato. "Stiamo facendo accertamenti, ha sintomi simili, ma non siamo ancora sicuri sia difterite. Sta bene, non è in condizioni gravi".
"Lo abbiamo trattenuto perché ha giocato con la bambina, ha quindi avuto contatti stretti, fino a pochi giorni prima del ricovero. – conclude – Sapremo nei prossimi giorni se ha la difterite, ma ha fatto le tre dosi del vaccino. Anche se fosse, non rischia".