Bimba morta a Bordighera, le chat di Iannuzzi e della madre con le sorelle: “Lanciala dalla finestra”

Aveva appena nove anni, ma era spesso lei a badare alle sorelle più piccole – di 7 e 2 anni – dando loro da mangiare e somministrando loro i farmaci quando la mamma era assente, cioè molto spesso: è quanto emerge dalle indagini che hanno portato alla richiesta di misura cautelare, firmata dal pm Veronica Meglio, per M.A. e Emanuel Iannuzzi, i due coniugi accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola Beatrice a Bordighera, avvenuta il 9 febbraio scorso.
Tra il materiale a disposizione dei magistrati ci sono le prove del sostanziale abbandono in cui vivevano le bambine; tra il 14 e il 17 gennaio, ad esempio, stettero sempre sole, salvo momentanei e limitati rientri a casa da parte della mamma. "In tre giorni – scrivono i magistrati – trascorreva con le figlie qualche manciata di ore, abbandonandole e ignorando le numerose chiamate, anche in piena notte, che rimanevano senza risposta. Sostanzialmente nel mese di gennaio 2026 passava quasi tutte le sere presso l'abitazione di Iannuzzi a Perinaldo, mentre le figlie rimanevano nella casa di Bordighera".
Ma è dalle chat che emergono altri elementi decisamente inquietanti. Le fotografie che la sorella maggiore inviava alla mamma mostravano la presenza quasi costante di ecchimosi sul volto della bambina tra la fine di dicembre e i primi giorni di febbraio. "Beatrice per più di un mese – si legge nel provvedimento del pubblico ministero – ha sempre avuto il volto deturpato da vistose ed estese ecchimosi; ciononostante, né la madre, né gli altri familiari e, in particolare, i nonni materni non facevano nulla per sottoporla ai dovuti e necessari soccorsi. Desta particolare inquietudine l'ecchimosi ritratta nella fotografia del 22.1.2026 che quasi non consentiva a Beatrice di tenere l'occhio aperto e che pare riconducibile ad un colpo spropositatamente violento: anche in questo caso a fronte di tali lesioni personali la mamma non portava la figlia più piccola dal pediatra né presso il Pronto Soccorso".
La figlia di 9 anni scriveva spesso alla madre: il 13 gennaio, ad esempio, per comunicarle che era stata male ottenendo questa risposta: "Ma scusa amore, da quando sono arrivata a casa però non hai vomitato neanche una volta. Adesso vado via e vomiti? Ma stiamo giocando qua? Mi volete veramente fare andare fuori di testa? Cosa deve fare la mamma dimmi… non lo so".
Il 20 gennaio la bimba scrive nuovamente alla madre perché la sorellina più piccola è in preda a una crisi di pianto e lei non riesce a tranquillizzarla, ottenendo in cambio insulti, bestemmie e l'"invito" a risolvere da sola il problema. Spesso le risposte più dure alle richieste di aiuto arrivavano da Emanuel Iannuzzi, come quando inviò un vocale alla bimba: "Ascolta, la mamma sta guidando. Forse se ti chiudo il telefono, non hai capito che la mamma sta guidando. Secondo te è normale fare la videochiamata mentre la mamma guida? È normale chiamare tre volte? Non ti mangia nessuno a casa. Tanto non è che sei così bella che la mamma si emoziona".
In un altro messaggio vocale l'uomo dice: "Vai a dormire, non rompere i c***". E ancora: "Beatrice vai a nanna, scassa c***. Ora me la porto via la mamma, non torna più". Il 15 gennaio diceva: "Perché non ti trovi il fidanzato almeno gli c** il c**o a lui e non rompi più i c**** la mattina e la sera?".
E il 20 gennaio, riferendosi alla bambina più piccola, pronuncia una frase che gli investigatori riportano integralmente: "Sta pezza di m**, speriamo che si sveglia tra sei mesi, sta m**". In un vocale Iannuzzi commenta le foto della bambina con il volto tumefatto: "Sì, è proprio bella quella foto… Minchia, mi sono spaventato nel vederla, mamma mia. Che faccia da c… ha tua sorella. Non la lanci dalla finestra?".