Maria Elena Barile Damiani e i figli (foto Fanpage.it)
in foto: Maria Elena Barile Damiani e i figli (foto Fanpage.it)

Nessun rancore da parte di Maria Elena per i ladri che le hanno portato via l'auto e gliel'hanno poi restituita dopo l'appello sui social lanciato dalla figlia Rita Damani. È proprio lei a raccontare a Fanpage.it la vicenda che ha trovato la solidarietà di tantissime persone tanto da darle l'idea di dare vita a una raccolta fondi per acquistare un mezzo da mettere a disposizione di un'associazione che assiste le persone invalide. Sì perché mamma Maria Elena ha 56 anni ed è affetta da sclerosi multipla: la sua vicenda inizia qualche giorno fa quando dei ladri rubano la sua auto, una Fiat Doblò parcheggiata davanti all’ospedale Di Venere di Carbonara, dove lavora il marito: a ritrovarla i carabinieri dopo qualche giorno a Valenzano, con tanto di biglietto "Anche noi abbiamo un cuore. Scusateci non sapevamo della vostra patologia… Scusateci ancora…. I ladri".

"Quando mia madre ha saputo che le avevano rubato l'auto l'abbiamo dovuta attaccare all'ossigeno perché non è stata bene, si è agitata – racconta a Fanpage.it la figlia Rita – lei in quell'auto vedeva la sua libertà, noi la utilizziamo praticamente sempre, anche per piccoli spostamenti, perché se prende freddo si ammala". Maria Elena, che vive a Bari con la famiglia, ora sta meglio anche se questi giorni l'hanno fatta affaticare terribilmente e per questo l'unica cosa di cui ha bisogno in questo momento è tanto riposo. "Noi perdiamo chi l'ha fatto ma speriamo che non lo facciano più e per nessuno, nessuno dovrebbe essere derubato – continua Rita – mia madre è sempre stata aperta al perdono: crede fortemente nella redenzione e spera che quello di restituire l'auto non sia stato un gesto fino a se stesso. Che i ladri non abbiano agito così a causa della malattia ma abbiano capito che è un gesto non va fatto in nessun caso".

La figlia Rita ha spiegato di aver fatto denuncia a Carbonara e che l'auto è stata ritrovata dai carabinieri di Trigiano a Valenzano. Ma prima di quel giorno è partita sui social una gara di solidarietà per ritrovare l'auto e l'idea dell'appello su Facebook è nata proprio da Rita: "La notte del furto non ho dormito e così mi sono messa a cercare casi analoghi: e da un articolo di Fanpage.it del 2019 ho scoperto del caso dell'auto rubata a due sorelle disabili poi ritrovata proprio grazie a un appello del genere". Una storia a lieto fine che avrà anche un seguito: Rita ha infatti lanciato la proposta di una campagna di crowdfunding per acquistare un mezzo da mettere a disposizione dei disabili che non possono permetterselo.