Bari, direttore di crociera lavora per 18 anni a tempo determinato: reintegrato e risarcito con oltre 130mila euro

Dopo aver lavorato per 18 anni con la stessa compagnia, un direttore di crociera si è visto non rinnovare il rapporto una volta giunto al 51esimo contratto. Un atteggiamento che secondo i giudici sarebbe iniquo, e per questo hanno disposto il reintegro dell'uomo insieme a un risarcimento di oltre 130 mila euro.
L'uomo, quindi, finalmente verrà assunto a tempo indeterminato. Ma per renderlo possibile è stata necessaria una pronuncia a suo favore da parte del Tribunale del Lavoro di Bari. La giudice Agnese Angiuli ha accolto parzialmente il ricorso del lavoratore che per quasi vent'anni ha prestato servizio attraverso il continuo rinnovo di contratti a tempo determinato. Per la legge, il modo con cui sono stati utilizzati i contratti a termine sarebbe illegittimo.
L'uomo ha lavorato per 18 anni a bordo delle navi Costa Crociera attraverso una serie di contratti a tempo determinato stipulati con una società estera avente sede a Curacao. In questo modo l'uomo, originario di Taranto, aveva lavorato dal 2003 al 2021 passando di contratto a termine in contratto a termine, arrivando a firmarne ben 51.
Giunti al 52esimo, però, la società si è tirata indietro e il rapporto si è concluso. I contratti a termine alla loro scadenza non consentono l'accesso a tutti i benefici di cui possono godere i lavoratori a tempo assunti a tempo indeterminato, con grave danno per l'uomo che invece aveva prestato la sua opera in maniera continua come direttore di crociera.
Il lavoratore si è quindi rivolto alla giustizia, assistito dagli avvocati Fabrizio Del Vecchio e Antonello Schinaia. La giudice ha riconosciuto che l'uso di contratti a termine continui non è legittimo, e inoltre ha riconosciuto come non corretto l'appalto tra la società di Curacao e Costa Crociere. La società "si è avvalsa sistematicamente della prestazione lavorativa del lavoratore, in frode alla normativa domestica e comunitaria", si legge nella sentenza.
Il Tribunale di Bari ha quindi disposto che il lavoratore venga reintegrato, finalmente con un contratto a tempo indeterminato, e che gli venga riconosciuto un risarcimento di oltre 130 mila euro da parte della società di Curacao. Respinte invece le richieste di danno non patrimoniale.