Michelangelo Scamarcia trovato morto in un negozio a Bari, confessa il titolare: “L’ho ucciso per 30 euro”

Ucciso per un debito di 30 euro, poi occultato nel negozio cinese dove è stato trovato. Così è scomparso (e poi deceduto) Michelangelo Scamarcia, il 68enne trovato in avanzato stato di decomposizione in un'attività commerciale del Barese. Il fratello aveva presentato denuncia di scomparsa il 2 aprile e gli inquirenti sono arrivati alla soluzione del caso grazie ad alcuni tentativi di prelievo dal conto di Scamarcia localizzati proprio nei pressi dell'attività commerciale. Il cadavere è stato trovato in alcune buste di cellophane e in avanzato stato di decomposizione.
Il titolare era già stato sentito ieri per capire la sua versione dei fatti, ma poi ha raccontato di aver ucciso il 68enne per 30 euro e di aver occultato il cadavere nel retro del suo negozio. Le accuse per Lin Wei, 42 anni, sono di omicidio volontario, occultamento di cadavere e indebito utilizzo della carta di credito.
L'ultimo contatto del fratello con Scamarcia risaliva al 31 marzo, quando aveva inviato un messaggio ai familiari annunciando di essere sulla strada di casa, ma poi non si era mai presentato. Il 2 aprile l'uomo aveva sporto denuncia ed erano quindi iniziate le ricerche, che fin da subito avevano portato (grazie alla localizzazione del telefono) al negozio di piazza Umberto.
Nella giornata di ieri, i militari sono tornati nel negozio per una perquisizione, insospettiti dall'odore e dalla fuoriuscita di liquidi dal deposito del negozio. I carabinieri erano già entrati nel negozio dopo aver localizzato il cellulare nella zona, ma in quel frangente avevano solo parlato con il titolare, proseguendo poi le indagini senza più interpellarlo. Nella giornata di ieri, invece, il titolare dell'attività commerciale si è rifiutato di aprire la porta dello scantinato. Alla fine, però, i militari sono riusciti ad accedervi, trovando il cadavere di Scamarcia in avanzato stato di decomposizione.
Nel corso dell'interrogatorio, Wei ha ammesso l'omicidio e il movente economico. L'indagato è stato sottoposto a fermo dopo che la Procura ha evidenziato il concreto pericolo di fuga. L'uomo aveva manifestato l'intenzione di lasciare Bari e di trasferirsi a Prato o di rientrare in Cina.