C'è anche un bambino di soli 9 mesi di vita tra le vittime della strage di oggi a Treviri in Germania, vicino al confine col Lussemburgo, dove un uomo di 51 anni a bordo di un suv è piombato sulla folla, ferendo una quindicina di persone e uccidendone altre quattro, tra cui il piccolo. E' quanto hanno confermato gli inquirenti che indagano su quanto successo. A perdere la vita sono stati anche una giovane donna di 25 anni, un uomo di 45 e una donna di 60, tutti del posto. Secondo le forze dell'ordine, l'autista, che è stato arrestato immediatamente dopo l'attacco, avrebbe mirato alle persone da colpire. "Si tratta del giorno più nero per la nostra città dalla Seconda Guerra Mondiale", ha detto il sindaco Wolfram Leibe.

Riguardo al responsabile del gesto, nel corso della conferenza stampa tenutasi questa sera il procuratore Peter Fritzen ha dichiarato che l'autore dell'attacco è un senza fissa di mora senza precedenti penali che viveva nella sua auto da alcuni giorni. Al momento dell’arresto era ubriaco e dovrà essere sottoposto ad una perizia psichiatrica.

La città è ancora sotto choc. L’auto intorno all'ora di pranzo sarebbe entrata dalla romana Porta Nigra e avrebbe attraversato ad alta velocità la Fleischstrasse. Secondo alcuni testimoni la gente sarebbe “volata per aria”, riporta il tabloid Bild. Intanto, è ancora giallo sul movente, ma per ora gli inquirenti non hanno trovato segni di "motivazioni politiche, di terrorismo o religiose". Il 51enne alla guida dalla vettura resta al momento sotto custodia, ma non ha precedenti penali. "Quello che è successo a Treviri è un fatto scioccante", ha commentato su Twitter Steffen Seibert, portavoce della cancelliera Angela Merkel. Non è la prima volta che nel Paese si verificano episodi del genere. Solo una settimana fa a Berlino, un’automobile con delle scritte no global, era stata guidata contro l’inferriata della cancelleria federale, ma non erano state segnalate vittime. Per dinamica e gravità, quello che è successo a Treviri assomiglia però all’attacco terroristico del 19 dicembre 2016, quando il salafita tunisino Anis Amri lanciò un autoarticolato contro un mercatino di Natale sempre nel cuore di Berlino, provocando 12 morti e 56 feriti. Ed oggi, dopo la jeep del 51enne sulla folla a Treviri, la Germania è ripiombata nell'incubo.