Asportato maxi tumore di 4 chili a Udine: “È arrivato qui camminando a fatica ed è andato via con le sue gambe“

Un tumore raro di quattro chili è stato asportato dal torace di un paziente la scorsa settimana; a dirigere l’équipe medica dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine è stato il professor Andrea Zuin, direttore del reparto di Chirurgia Toracica dell’azienda sanitaria. Il paziente sottoposto alla delicata operazione sta bene ed è stato dimesso in questi giorni.
Prima di procedere all’intervento, è stato necessario ridurre la massa tumorale per limitarne la crescita, considerando la rarità, le dimensioni e la posizione della neoplasia. L’uomo è stato dunque affidato alla Radioterapia Oncologica del Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano. A occuparsi della terapia è stato Federico Navarria, referente per i sarcomi e i tumori rari della Radioterapia Oncologica del CRO, diretta dal dottor Maurizio Mascarin. Il trattamento radioterapico utilizzato per il paziente ha previsto una tecnica avanzata di VMAT-IGRT tramite un nuovo acceleratore lineare ad alta precisione.

Solo a quel punto si è passati all’operazione chirurgica, coordinata dal professor Zuin ed eseguita nelle sale del blocco operatorio cardio-toracico dell’ospedale di Udine. L’intervento ha permesso di separare la neoplasia dal polmone sinistro, dal cuore, dal diaframma e dalla parete toracica.
Fanpage.it ha interpellato il professor Zuin, che ha descritto così l’intervento: "Questo era un tumore molto più complesso degli altri. In passato, il più grande che avevo operato pesava un paio di chili, ma questo, per dimensioni e peso, superava i quattro chili: è stata una rarità. Era un sarcoma della pleura. Il paziente era già stato operato in un altro ospedale da un collega alcuni anni fa; poi la malattia si è presentata nuovamente e questa volta siamo intervenuti sul lato sinistro. È arrivato qui in condizioni critiche, camminando a fatica, ed è andato via con le sue gambe".
L’intervento è durato circa tre ore e mezza. Il professor Zuin ha poi aggiunto: "Questo tipo di operazione è un lavoro fatto di sinergia. Bisogna avere in sala operatoria anestesisti in grado di gestire al meglio i pazienti; è fondamentale anche il supporto del personale infermieristico. Inoltre, si è resa necessaria la presenza del cardiochirurgo e dei tecnici di perfusione: anche se per fortuna non ne è sorta la necessità, la loro disponibilità mi ha permesso di operare serenamente. Potrei essere il chirurgo più bravo del mondo, ma senza queste figure è meglio che non entri neanche in sala operatoria" ha concluso.