Archiviata ancora l’inchiesta sulla morte di Lucia Raso, la mamma pubblica una foto: “Mia figlia è stata spinta”

Per la terza volta è stata archiviata l'inchiesta sulla morte di Lucia Raso, la 36enne veronese precipitata da una finestra in Germania nel 2020. "C'è stata una spinta, non è un'opinione. Il fatto che sia caduta a stella, di schiena, sono tutti elementi che non sono compatibili con una semplice caduta". A parlare a Fanpage.it è la mamma di Lucia, Maria Xenia Sonato, che in questi sei anni non si è mai arresa e alla notizia della nuova archiviazione ha pubblicato sui social una foto della figlia.
"Io continuerò a cercare la verità e a raccogliere le prove. Quello che dovrebbe fare la Procura". Per la donna si tratta di una "decisione già presa da tempo".
"Lucia aiutava sempre gli altri, quella notte non ha aiutato se stessa"
Il 23 novembre 2020 la 36enne Lucia Raso precipitò dalla finestra di un appartamento in Baviera dove era andata a trovare il fidanzato. Le autorità tedesche hanno raccolto le prime prove, tra cui la foto pubblicata dalla mamma di Lucia.
"Quando il fascicolo è arrivato a Roma il magistrato ha subito avviato le indagini. Forse ha capito subito dai documenti quello che era successo. L'ha mandato a Verona, e a Verona si è fermato tutto", è l'accusa di Sonato. "Mia figlia ha un segno sul braccio, uno sotto lo zigomo, un dente rotto. Non hanno voluto lavorarci".
Lucia è caduta dal primo piano dell'appartamento di Landshut, in Baviera, dove viveva il fidanzato, rimasto l'unico indagato nei filoni d'inchiesta aperti e poi archiviati nel corso degli anni. L'uomo ha dichiarato di essere entrato nella stanza e di aver visto la fidanzata sul davanzale mentre cadeva. Una versione che però non convince la madre di Lucia: "Lui fornisce tre versioni differenti, una diversa dall'altra. Capisco lo shock, ma lui racconta nei minimi dettagli il prima e il dopo e omette la parte centrale".
A domanda diretta su quale sia la sua opinione su quanto avvenuto alla figlia la donna risponde: "Me lo chiedo tutti i giorni, però di preciso bisognerebbe che lo dicesse il ragazzo che era lì, che però non lo dice". Adesso la giustizia non le darà mai una risposta, ma lei non si rassegna: "Io vado avanti, non mi arrendo". E aggiunge: "Lei cercava sempre di aiutare il prossimo, ma probabilmente quella notte ha tralasciato di aiutare se stessa".
"L'appartamento dal quale è caduta è stato abbattuto, non esiste più"
"Mi sento più che abbandonata, mi sento presa in giro – continua Sonato – perché ho fatto di tutto in questi sei anni e non c'è stato un riscontro, l'unico riscontro è questa archiviazione". Il problema, secondo la donna, è il modo in cui sono state condotte quelle indagini: "Anche l'appartamento nel quale si trovava nel frattempo è stato abbattuto. Con l'avvocato avevamo detto al magistrato di fare i rilievi lì prima che lo abbattessero. Non è stato fatto, non è stato fatto niente".
La donna è stata seguita durante questi sei anni dall'avvocato Enrico Bastianello. "Lo incontrerò a breve. Non ci fermiamo, ora dobbiamo pensare a cosa fare".