Anticiclone sull’Italia, il climatologo Betti: “Fase di caldo anomalo, valori fino a 8-10 gradi oltre la norma”

"In questi giorni in Italia assistiamo a un anticipo di caldo anomalo, con temperature di 8-10 gradi sopra la media. Martedì nelle valli valdostane si sono toccati i 24-25 gradi, con valori fino agli 11-12 a 2000 metri, fatto che sta comportando frequenti fenomeni valanghivi. È caduta tanta neve sulle Alpi occidentali, ma altrettanta si sta sciogliendo".
A fare un punto sull'attuale situazione meteo nel nostro Paese è Giulio Betti, climatologo e ricercatore del CNR. Come spiega a Fanpage.it, "siamo di fronte a valori di zero termico sopra i 3mila metri. Anche se non si tratta di un episodio, perché sono giorni che lo zero termico è sopra i 3mila metri sulle Alpi e su gran parte d'Italia e lì rimarrà anche nei prossimi".
Fino a i primi di marzo, infatti, sono previste temperature ben oltre le medie. "In Francia poi va anche peggio, si parla di 12-13 gradi, sia martedì che mercoledì i valori erano prossimi ai 30 gradi nel Sud del Paese", ci dice ancora Betti.
Dall'inizio del 2026 l'Italia ha attraversato fasi estremamente perturbate. "Abbiamo avuto 40 giorni di pioggia quasi ininterrotta, con tanto di tempeste eccezionali al Centro-Sud, una fra tutte Harry che ha portato danni per oltre 2 milioni di euro. E tutto questo si è concluso non con l'ingresso di aria fredda e secca, ma con un anticiclone subtropicale".
Quello che sta interessando il nostro Paese in questi giorni è un promontorio di matrice subtropicale associato ad aria estremamente mite, chiarisce l'esperto. "Dopo un lungo periodo perturbato siamo passati a un lungo periodo stabile, del quale non si vede la fine, almeno fino al 4-5 marzo".
Betti ci spiega che "gli inverni, soprattutto gli ultimi 5, sono stati estremamente miti, sembrano più code dell'autunno. Quest'anno abbiamo avuto un paio di episodi di freddo più consistente, ma sono stati davvero solo due episodi".
"Soprattutto quello di inizio gennaio che ci ha illuso, ci ha fatto pensare che dopo un dicembre mite potesse esserci un inverno normale, e invece è stato complessivamente più caldo della media", prosegue.
Del problema dell'impatto del cambiamento climatico negli ultimi tempi si sta parlando molto meno, soprattutto a livello politico, conferma il climatologo. "Anche perché non è un mistero che grandi potenze, come gli Stati Uniti, non credono al cambiamento e boicottano qualsiasi attività di mitigazione e adattamento".
"È chiaro che ci sono virtuose eccezioni, ma stiamo perdendo anni preziosi in questo senso. – aggiunge – Non dobbiamo sorprenderci perché quanto sta accadendo è esattamente ciò che era stato previsto, e andrà sempre peggio".
"Ho sentito dire da molte persone che è stato un inverno freddo, ma lo è stato solo per due settimane. – conclude Betti – Ormai ci si è abituati a inverni inesistenti, che non hanno nulla a che fare con quelli di 30-40 anni fa".