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Acqua verde a Venezia, analisi confermano la fluoresceina: la sostanza non è pericolosa

Il prefetto di Venezia, Michele Di Bari, ha confermato che secondo le prime indagini, a tingere di verde le acque del Canal Grande nella giornata di domenica sarebbe stata una sostanza tracciante. Ancora non è nota la natura del gesto: per il momento le autorità non escludono alcuna ipotesi.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Un episodio deprecabile e negativo, secondo il prefetto di Venezia Michele Di Bari che oggi, lunedì 29 maggio, ha tenuto una riunione per fare il punto sulle analisi effettuate sui campioni di acqua verde fluo nel Canal Grande della città lagunare, all'altezza del Ponte di Rialto. "Venezia non può essere deturpata – ha ribadito il prefetto – è una bellezza unica al mondo. Confermo che quella versata in acqua è sostanza tracciante, ma serve uno sforzo straordinario sul fronte dei controlli".

Nella giornata di ieri, domenica 28 maggio, intorno alle 9.30 del mattino è apparsa la chiazza verde fluo che presto si è allargata a una buona parte del canale. Già ieri sono stati effettuati i primi controlli per accertare la natura della sostanza colorata presente in acqua. Sul posto sono intervenute forze dell'ordine, vigili del fuoco e Arpav.

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Il liquido tracciante nel Canal Grande

Già ieri figurava tra le diverse ipotesi quella di un liquido tracciante, utilizzato per seguire il tragitto seguito da un corso d'acqua o da una perdita nel sistema fognario. Per ora, secondo quanto accertato, è confermato che a colorare l'acqua del Canal Grande sia stata la sostanza usata anche in speleologia, facilmente reperibile ovunque. Quella che ancora non è nota, è la natura del gesto: non si sa infatti se l'uso del tracciante sia stato doloso o un atto maldestro. Per ora non vi sarebbero possibili responsabili nel mirino e le indagini sono a cura della polizia locale.

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Colorazione anomala a Rialto, Arpav conferma la fluoresceina

Oggi sono state eseguite ulteriori prove analitiche chimiche e biologiche sui campioni raccolti da Arpav e dai Vigili del fuoco in collaborazione con la Polizia Municipale di Venezia, al fine di determinare i componenti presenti in soluzione. E come già anticipato, l’analisi in cromatografia liquida con rivelatore spettrofluorimetrico ha confermato la presenza di fluoresceina nei campioni. Il completamento delle analisi, con l’emissione dei rapporti di prova, è previsto nei prossimi giorni.

I primi esami si sono resi necessari per escludere la presenza di sostanze pericolose per l'ambiente. Scongiurato, secondo gli esperti, qualsiasi pericolo per la salute umana e per l'ecosistema. La sostanza, presente in superficie, è risultata estremamente solubile in acqua.

Alcuni campioni sono stati prelevati anche nei canali limitrofi al ponte di Rialto, dove le sostanze anomale si sono progressivamente diffuse anche per effetto della marea.

La natura del gesto

Secondo la Procura, nessuna ipotesi è ancora da escludere. La fluoresceina immessa nell'acqua di Venezia sarebbe scomparsa completamente intorno alle 14 con il cambio della marea in Laguna. Durante l'incontro tra il prefetto e le autorità chiamate a investigare, sono stati varati anche una serie di dispositivi di sicurezza a tutela della città e per controllare il traffico di imbarcazioni che provoca il moto ondoso.

"L'episodio va esaminato anche per procedere con misure preventive per evitare danneggiamenti alla città – ha ribadito il prefetto -. Venezia è una vetrina mondiale di bellezza e va tutelata, dobbiamo mettere in campo uno sforzo straordinario per effettuare controlli sui luoghi simbolo".

Secondo quanto emerso dalle indagini, affidate alla Polizia locale, il prodotto può essere acquistato tranquillamente online. Una modesta confezione da 250 grammi è sufficiente per produrre l'effetto visto nel Canal Grande nella giornata di ieri.

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