"Io vorrei vedere i miei figli crescere, andare avanti il più possibile. Vorrei vedere i loro figli e vorrei dargli ancora tanto amore". Comincia così l'appello di Giovanna, mamma siciliana affetta da un tumore aggressivo contro il quale lotta da ormai due anni. Ma il tempo stringe: se l'ultimo ciclo di chemioterapia a cui si sta sottoponendo non avrà gli effetti sperati, i medici le hanno già detto che non sopravviverà a lungo: "Se non ci sono risultati, mi restano 5 mesi di vita", ha detto alle telecamere di Fanpage.it. Ma la sua famiglia, e soprattutto i figli Luca e Alessandro, non si rassegnano: per questo hanno lanciato una campagna di raccolta fondi online sulla piattaforma GoFundMe, per mettere insieme il denaro necessario ad andare negli Stati Uniti. Si trova qui, nello specifico in una clinica privata di Houston, in Texas, la sua ultima speranza, un protocollo sperimentale che non esiste in Italia, ma le cure e il trasferimento dall'altra parte dell'Oceano sono molto costose.

Giovanna ha scoperto di essere malata per la prima volta 12 anni fa, quando le venne diagnosticato un tumore del glomo carotideo. Operata all'ospedale Niguarda di Milano, è tornata a casa presto ed ha ripreso con successo la sua vita. Negli anni successivi le sono state asportate altre piccole masse in varie zone del corpo, ma anche questi interventi, più o meno invasivi, hanno dato esiti sempre positivi. Ma il peggio, purtroppo, doveva ancora venire. "Ho scoperto di stare male di nuovo a novembre del 2016, quindi più di due anni fa, per caso – ha ricordato Giovanna -. Non stavo bene e in seguito ad un controllo normalissimo mi hanno detto di avere questo tumore al colon che aveva già fatto metastasi al fegato". È allora che è iniziato il calvario della famiglia Caldara. Per di più questa volta il cancro era maligno e presentava una mutazione particolarmente aggressiva, per la quale hanno già tentato di tutto.

"Il medico mi ha detto che questo che ho cominciato il mese scorso è l'ultimo protocollo di chemioterapia che c'è a mia disposizione – ha continuato Giovanna -. Quindi, se anche questo non avrà gli effetti sperati, come non hanno avuto risultati tutte gli altri che ho fatto, praticamente non c'è altro da fare. Quando ho detto ai miei figli che la situazione era questa, loro hanno cominciato a cercare su internet varie possibilità, ne hanno vagliate alcune qui in Italia, poi si sono soffermati su una clinica privata che si trova a Houston, il Centro Oncologico del Dott. Salem, ma purtroppo per andare in America ci vogliono i soldi". Si parla, infatti, di 40mila dollari solo per la prima visita, per capire se c'è qualcosa che si possa effettivamente fare. "Se i protocolli standard non vanno bene, il dottor Salem dovrà studiare una terapia apposita per me e ovviamente in questo caso i costi aumentano. I miei figli mi hanno detto che ci vogliono tra i 60mila e i 120mila dollari. Non è facile rassegnarsi ad avere pochi mesi di vita e non poter arrivare neanche a un anno. La mia vita era molto piena, adesso sono diventata una cosa sola con il divano". Da qui, l'appello del figlio Alessandro, che ha anche lanciato sui social l'hashtag #savegiovanna: "Mia madre mi ha insegnato il valore della vita e io non posso tradirlo. Il tempo scorre, ogni giorno che passa potrebbe essere troppo tardi, Vi chiediamo di condividere il più possibile questa raccolta fondi".