In seguito alla manifestazione studentesca organizzata a Milano e in altre città italiane, portata avanti con lo slogan No Salvini Day, Matteo Salvini ha pubblicato sui sui profili ufficiali la foto di alcune ragazze manifestanti, commentando così: "Poverette, e ridono pure…". Così, con un semplice gesto, senza oscurare i volti delle minorenni, le ha consegnate alla gogna mediatica. Nel giro di pochi minuti infatti le tre studentesse si sono ritrovate sommerse dagli insulti dei supporter del leader della Lega. Un mare di commenti che Salvini non si è preoccupato di cancellare, nemmeno uno, nonostante l'aggressività di quelle parole.

Una conseguenza che forse il vicepresidente del Consiglio Salvini avrebbe potuto prevedere: i volti delle ragazze del collettivo dell'Erasmo di Sesto San Giovanni, appunto, sono in primo piano nella foto scelta per criticare quei ragazzi, che il ministro chiama "nazisti rossi". È proprio per questo gli studenti milanesi si stanno organizzando per rispondere in coro alle offese e alla violenza rivolte alle compagne.

"Nelle piazze di tutta Italia per il No Salvini Day. Non ci siamo contati uno per uno ma sì, eravamo tantissimi. Già dalla mattina Salvini, incapace di rispondere a una generazione giovane, futuro del nostro Paese, che contestava le sue politiche fatte di odio, intolleranza e ignoranza, ha deciso di rispondere facendo sue queste accuse, riducendo la presa di parola di moltissimi giovani a una bandiera bruciata e un manichino appeso (che poi cosa sono di fronte alla violenza di lasciar morire migliaia di persone nel Mediterraneo?)",  si legge sulla pagina Facebook del Coordinamento dei collettivi studenteschi, dove sono riportati alcuni dei commenti al post di Salvini.

Poi ancora: "Paladino della battaglia contro odio e ignoranza, il "Capitano" (come si fa chiamare dai suoi followers), è andato oltre: ha preso di mira una ragazza minorenne ritratta in una foto con un cartello che citava una canzone, e l'ha pubblicata su Facebook invitando i suoi seguaci a procedere con la gogna mediatica. Un'eccezione? No la regola! Di episodi del genere infatti Salvini è professionista, e non è un caso che tali meccanismi di utilizzo dei social per spargere fake news e incitare alla violenza siano stati la benzina con cui anche Trump e Bolsonaro hanno messo in piedi la loro propaganda. Risutato? Più di 9000 commenti che augurano alla ragazza di "fare la fine di Desirèe", di "andare a prostituirsi", di "essere stuprata". Grazie a questa propaganda, Salvini è responsabile di essere il mandante di una violenza che non si ferma a quella verbale, ma da mesi si esprime in aggressioni vere e proprie", sono alcune delle parole riportate dai rappresentanti degli studenti nel lungo post pubblicato.

La decisione di esporre a tanta violenza delle ragazzine iscritte al primo anno del liceo classico Manzoni ha spinto la parlamentare del Partito Democratico Giuditta Pini a presentare un'interrogazione alla Camera, per sottolineare la gravità di un fatto che, secondo Pini, non può passare inosservato: "Salvini è un uomo di 45 anni che usa i social per fare politica. Adesso ha anche l’onore oltre che l’onere di fare momentaneamente il Ministro dell’Interno e quindi di tutelare la sicurezza di tutti i cittadini, specie se minori, specie se donne. E invece pubblica la foto di tre studentesse minorenni, ree di avere esposto un cartello contro di lui durante una manifestazione, non ne oscura nemmeno il volto e le lancia in pasto alla rabbia dei suoi sostenitori scatenando 12mila commenti, di insulti e minacce, quasi tutte sessiste. 12mila commenti di insulti e minacce a tre studentesse minorenni sulla pagina del Ministro dell’Interno. Non ne ha cancellato nemmeno uno. Salvini ha dato consapevolmente in pasto ai lupi la stessa incolumità di tre studentesse minorenni, che il suo ruolo dovrebbe tutelare. Già mi immagino il post di Salvini il 25 novembre, per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, mentre recita la parte del virile poliziotto che tutela le donne. A questo giro no. Visto che il ministro si vanta di gestire da solo i suoi profili social adesso ne dovrà rispondere personalmente. Sto depositando un’interrogazione in cui gli chiedo conto di tutto questo, perchè un Ministro dell’Interno che lascia alla pubblica gogna delle ragazze non è degno nemmeno di essere chiamato Ministro. Insulta tutte noi, e insulta anche le istituzioni. Vediamo se per una volta avrà il coraggio di rispondere in aula o se, come al solito, scapperà", ha scritto sul suo profilo Facebook.