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La lite e l’accoltellamento: così è morto Bakari Sako a Taranto. “Violenza da Arancia Meccanica”

Bakari Sako ha cercato di fuggire dopo una discussione iniziata davanti al bar della stazione dove era solito prendere il caffè prima di andare a lavorare come bracciante a Massafra, ma la babygang che lo aveva preso di mira non gli ha lasciato scampo. A ucciderlo con un cacciavite, non ancora ritrovato, è stato un minorenne. I ragazzi fermati, tutti giovanissimi, sono 5.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Bakari in bicicletta
Bakari in bicicletta

A sferrare i fendenti che sono costati la vita a Bakari Sako, 35enne originario del Mali e bracciante a Massafra, è stato un ragazzo di 15 anni (ne compirà 16 tra qualche giorno). Dietro di lui, gli amici minorenni, circa 3. Solo uno del gruppo, Fabio Sale, ha 20 anni. I 5 sono stati individuati e fermati, anche se uno dei giovanissimi ha tentato la fuga per ore. Bakari Sako è stato preso di mira senza motivo mentre guidava la bicicletta per raggiungere la stazione e andare al lavoro. Il giovane è stato accerchiato all'alba di sabato scorso e ferito mortalmente in piazza Fontana.

Il bracciante 35enne è stato circondato e aggredito con pugni e spintoni. La babygang non si è fermata neppure quando Bakari ha tentato la fuga: l'uomo è stato rincorso e colpito 3 volte nella zona toracica e addominale con un'arma da taglio. Il 35enne aspettava due figli in Mali e lavorava per mantenerli.

Dalla Spagna, nel frattempo, è arrivato il fratello della vittima. Bakari era infatti arrivato in Italia per ricongiungersi a lui, poi era rimasto a Massafra da solo e aveva iniziato a lavorare come cameriere e poi come bracciante.

Chi ha fermato i 5 killer, parla di una violenza cieca e immotivata alla "Arancia Meccanica". Il gruppo ha cercato di darsi alla fuga dopo il delitto, scomparendo nei vicoli del centro storico mentre la città era ancora semibuia. La dinamica dell'accaduto è stata documentata dalle telecamere del sistema di videosorveglianza della piazza e delle stradine che vi affluiscono. L'arma del delitto non è ancora stata ritrovata mentre si lavora per ricostruire la vita di Bakari, in Italia con un regolare permesso di soggiorno dal 2022.

Secondo quanto ricostruito finora, il 35enne avrebbe incontrato il gruppo di ragazzini davanti al bar dove era solito prendere il caffè prima di andare a lavorare. Qui ci sarebbe stata una discussione alla quale il bracciante ha cercato di porre subito fine, allontanandosi in bicicletta. Non è bastato, però, perché gli adolescenti lo hanno inseguito e colpito a morte.

Dopo gli accertamenti autoptici utili alle indagini, la salma del 35enne rientrerà in Mali, dove sarà sepolta.

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