Tortellini a 59 euro al chilo, è polemica contro Claudio Ianiri: “È il prezzo della qualità artigianale”

I tortellini sono il simbolo per eccellenza di Bologna, un'eccellenza del territorio iconica e amatissima in tutto il mondo. Il motivo per cui se ne sta parlando molto nelle ultime ore? Claudio Ianiri, titolare de La Sfoglina Bio, sui social ha dichiarato che li vende a 59 euro al chilo. Nonostante abbia spiegato (con calcolatrice alla mano) quali sono i costi di produzione tra materie prime e compensi per i dipendenti, tanto è bastato per far indignare il web, che lo ha accusato di proporre un prezzo decisamente troppo elevato: ecco cosa sta accadendo.
Claudio Ianiri spiega il prezzo dei suoi tortellini
I tortellini venduti da La Sfoglina Bio si ispirano alla ricetta di mamma Sandra, a cui, prima di salutarla per sempre, suo figlio Claudio Ianiri aveva promesso che avrebbe reso quell'iconico formato di pasta il migliore al mondo. Oggi lo vende a 59 euro al chilo, cifra che va ben oltre il prezzo medio che oscilla tra i 39 e i 45 euro. Sui social, però, ha spiegato il motivo della cifra: innanzitutto il laboratorio che li produce è composto da 3 persone, la cui manodopera e la cui fatica deve essere ripagata nel modo giusto. Per realizzare un chilo di tortellini ci vogliono 2 ore, quindi 17 euro lordi di manodopera, a cui bisogna aggiungere 12 euro di materia prima (solo il parmigiano Reggiano costa 24 euro al chilo) e altri 10 euro di costi di gestione. Il risultato? 56 euro, che diventano 59 euro se si aggiunge qualche piccolo extra.
La reazione degli utenti del web
I 59 euro al chilo dei tortellini bolognesi, dunque, non sarebbero altro che la somma di tutte le spese che bisogna affrontare per prepararli. Claudio Ianari ci ha tenuto a sottolineare che paga i suoi dipendenti 1.600 euro al mese, cifra che va ben oltre la media nazionale ma che per lui rappresenta una questione di rispetto e di serietà. Ha inoltre spiegato che, nonostante la cifra sembri elevata, arriva a guadagnare pochissimo, dunque lo fa principalmente per una questione di passione. Gli utenti del web, però, non hanno accettato scuse e hanno accusato il fondatore del brand di essere "pazzo" per il prezzo proposto. Molti altri, però, hanno apprezzato le spiegazioni, complimentandosi con lui al motto di "La qualità si paga".