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Ombrelloni solo a bambini e anziani, 10 euro a persona per entrare: è polemica per le regole sulla spiaggia di Punta Molentis

Il sindaco ha emanato una delibera per proteggere la spiaggia sarda: il regolamento però è stato molto criticato, perché prevede norme particolarmente rigide.
Punta Molentis, Sardegna
Punta Molentis, Sardegna

La spiaggia di Punta Molentis a Villasimius, nel sud della Sardegna, è una delle più famose dell'isola e per questo frequentatissima. L'accesso di numerosi bagnanti, attratti dalla bellezza di questo luogo suggestivo, è però diventato un problema: si rischia il degrado del territorio, ma si rischia di rovinare l'esperienza stessa dei bagnanti, a causa di questo afflusso massiccio e incontrollato. Per questo, il sindaco Gianluca Dessì si è visto costretto a prendere una decisione drastica e il suo nuovo provvedimento sta facendo molto discutere, perché è davvero molto restrittivo.

"Il sopralluogo congiunto tra Regione, Capitaneria di Porto e Comune di Villasimius evidenzia – si legge nella delibera – la particolare fragilità geomorfologica dell'arenile e la conseguente riduzione della capacità ricettiva della spiaggia". Per proteggere la spiaggia ha dato delle regole ferree da rispettare che riguardano gli orari di accesso, i prezzi, la raccolta differenziata e persino la gestione dell'ombra.

Non sono chiacchiere: queste norme fanno parte dell'ordinanza numero 12 del 5 giugno 2026 e sono entrate in vigore il 6 giugno fino al 31 ottobre. Insomma, interessano l'intera stagione balneare estiva 2026. L'ordinanza prevede l'accesso alla spiaggia solo tra le 8:00 e le 20:30 attraverso il pagamento di un ticket giornaliero di 10 euro a persona, rivolto sia a chi arriva in auto che a che giunge a piedi. Uscita obbligatoria entro le 21:00. Accesso gratuito, invece, per le persone con disabilità, con esenzione fino a un massimo di tre persone per gruppo, accompagnatori inclusi.

Il provvedimento include anche la prenotazione obbligatoria e una gestione dell'ombra che sta facendo molto discutere. È infatti vietato installare ombrelloni, gazebo, tende e altre protezioni simili: l'utilizzo dell'ombrellone è consentito soltanto alle famiglie con bambini fino a 10 anni di età e agli anziani di età pari o superiore a 65 anni.

Accessi contingentati per mettere piede sulla spiaggia: massimo 70 veicoli al giorno e non più di 150 persone contemporaneamente. Per assicurarsi che tutti rispettino le regole, verranno effettuati controlli rigorosi dalla polizia locale, con tre passaggi giornalieri. Le norme riguardano anche l'aspetto strettamente ambientale, con il divieto di danneggiare la vegetazione, portare via sabbia, pietre o conchiglie, gettare i rifiuti in spiaggia e lungo le vie d'accesso all'area naturale protetta.

Benché nasca con le migliori intenzioni, l'ordinanza è finita al centro della polemica: sta facendo molto discutere. Sui social si è innescato il dibattito, soprattutto per quanto riguarda il biglietto di ingresso, che impatta particolarmente sulle famiglie. Controverso anche l'aspetto che riguarda gli ombrelloni, perché di fatto impedisce a una larga fetta di persone di ripararsi dal sole cocente e di godere di un po' d'ombra.

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