Make-up dannoso per la pelle, la dermatologa Romano: “Ciprie, rossetti e mascara sono pieni di microplastiche”

Quando sentiamo parlare di skincare pensiamo subito a prodotti come creme, sieri, contorno occhi, detersione in diciotto passaggi col metodo coreano, doppia detersione all'italiana, oli, spume. Facciamo attenzione a leggere l'INCI (ma quante di noi nonostante tutti i tutorial sono in grado di decifrare davvero quell'elenco di parole scritte in carattere 5), e la lista di ingredienti che ogni crema contiene, ma la stessa attenzione non la riserviamo invece ad altri prodotti che pure applichiamo e stendiamo ogni giorno sulla nostra faccia: rossetti, blush, mascara, tutto quello che rientra nel make up viene scelto solo in base a resa, durata, resistenza all'acqua, ma mai (o quasi) per la composizione e gli ingredienti contenuti.
Perché non siamo attenti alla composizione di rossetti e blush
Ogni donna in media nella sua vita mangia due chili di rossetto. Questo vuol dire che circa il 70% del colore che stendiamo sulle labbra viene involontariamente inghiottito, finendo così nel nostro stomaco. Questo dato dovrebbe farci riflettere sull'importanza di leggere anche le etichette di rossetti, ombretti, blush e mascara. Perché esattamente come le creme e i solari (che in questo momento sono nell'occhio del ciclone) entrano in contatto con il nostro organismo, superando anche la barriera dell'epidermide. "Il trucco è sempre stato considerato come qualcosa di frivolo, superfluo, non necessario, e per qussto motivo è sempre stato molto sottovalutato, non si è mai posta una grande attenzione sulla sua composizione. – ha spiegato a Fanpage.it la dottoressa Pucci Romano, dermatologa – "L'attenzione si è sempre concentrata su altri elementi quando si parlava di mascara, rossetto, fondotinta: ovvero quanto duravano, che effetto avevano, quanto allungava le ciglia. C'è sempre stato un vuoto da un punto di vista scientifico, ora invece se ne sta finalmente incominciando a parlare".
Se il mascara contiene microplastiche
C'è chi si limita a un velo di mascara, chi una riga di eye-liner, chi non esce di casa senza un rossetto e chi invece adora il contouring. Il make-up è un'abitudine, per molte è parte della propria identità, della propria estetica. E proprio per il posto che occupa nel nostro quotidiano, la scelta dei prodotti non può essere superficiale. "Prendiamo l'eye-liner ad esempio: molti dei kajal anche raccomandatissimi sono pieni di ingredienti come la paraffina (un derivato del petrolio) e parabeni. Si è studiato che il 15-30% dell'eye-liner che applichiamo sulle palpebre migra immediatamente nell'occhio arrivando al sacco lacrimale. E non è un caso se oggi c'è un grande problema di occhio secco: molte sostanze presenti nel make-up possono contribuire ad alterare l'equilibrio del liquido lacrimale che ha un suo microbiota". Sul banco degli imputati ci sono anche il rimmel e i vezzosissimi brillantini: "I mascara sono un deposito di microplastiche e di germi: lo scovolino del mascara dopo due mesi si dovrebbe buttare. Un'altra fonte di microplastiche sono i glitter: talmente piccoli che non solo non sono biodegradabili, quindi contribuiscono attivamente all'inquinamento ambientale, ma possono anche dare luogo a micro-abrasioni, migrazione nell’occhio (sono corpi estranei), allergie legate sia al tipo di molecola che ai coloranti utilizzati". Dobbiamo rivedere le nostre posizioni anche sul tema waterproof "Intanto la rimozione è un problema perché deve essere sempre più aggressiva, poi prendiamo il fondotinta: un fondotinta waterproof facilmente contiene siliconi, molto occlusivi e in grado di peggiorare le problematiche della pelle e l'acne. Non dico di eliminare del tutto i prodotti waterproof, ma di evitare di usarli tutti i giorni".
Il make-up funzionale che fa bene alla pelle
L'aspirazione massima ora è trovare prodotti che ci piacciano, che ci diano l'effetto desiderato e che al tempo stesso non solo non facciano male ma anzi nutrano la pelle. "Dobbiamo sempre ricordare che la pelle è un organo, l'organo più grande del corpo umano. E soprattutto non è un involucro passivo, interagisce con tutto quello che mettiamo sopra. – continua la dermatologa Romano – Alcune molecole sono capaci di penetrare la ghiandola sebacea e andare nel derma, laddove c'è il cuore della pelle. L'attenzione alla formulazione dei prodotti per il make-up deve essere rigorosa esattamente come quella per la skincare". La sicurezza di un prodotto è un concetto dinamico, che cambia e si evolve insieme alla medicina e alla scienza. "Ci sono tanti elementi che sono stati utilizzati per anni e in seguito si è scoperta la loro tossicità, pensiamo al piombo ad esempio o al mercurio. Finalmente abbiamo avuto la conferma che le microplastiche hanno inquinato il mare, e possono potenzialmente avvelenare il nostro sangue, la plasticosi è realta. Oggi sappiamo che la maggior parte delle microplastiche della pelle arriva dal make-up: ciprie, fard, possono essere un trionfo di microplastiche. E in questi tipo di prodotti non sono vietate come lo sono invece nelle creme, nei sieri e nei saponi. Questo è un esempio lampante della differenza di attenzione che si pone tra la skincare e il make-up". Poi c'è la questiona provenienza da considerare. "Alcuni prodotti che provengono da paesi dove i controlli non sono così rigorosi come in Italia". Ad oggi l'industria del make-up secondo Pucci Romano dovrebbe muoversi lungo due direttrici, da un lato la via della ecodermocompatibilità. "È un concetto che abbiamo elaborato con l'associazione Skineco: eco vuol dire appunto ecologico che non fa male all'ambiente, dermocompatibile vuol dire che non fa male alla pelle. A volte anche un prodotto ecologico, con un packaging riciclato etc può essere dannoso per la salute della pelle". Poi c'è la funzionalità. "Dobbiamo puntare a un make-up funzionale: ovvero tentare di creare dei prodotti che abbelliscono ma entrano in sinergia con la skincare, che continuano a idratare e a proteggere dallo stress ossidativo e dai raggi ultravioletti. Mi curo della mia pelle con le creme e i sieri della skincare e continuo a farlo anche quando mi trucco davanti allo specchio".