Cosa succede al corpo se salti colazione o pranzo, il dietista Nemi: “Metabolismo rallenta e non si dimagrisce”

Può capitare a volte di trovarsi a saltare un pasto. La colazione magari perché ci si è alzati in tardi o il pranzo perché presi dal lavoro o per una riunione durata più del previsto. In questi casi il rischio è solo che si arrivi più affamati al pasto successivo, magari si avvertirà un po' di fiacchezza, soprattutto se fa caldo, ma un pasto saltato una tantum non è certo un problema. Il problema è quando saltare i pasti diventa una strategia per il dimagrimento. Quando si decide consapevolmente di saltare il pranzo o la cena con la speranza che diminuendo il cibo si raggiunga un obiettivo di peso. "Niente di più sbagliato – spiega a Fanpage.it il dietista Loreto Nemi – Saltare i pasti è una delle strategie più comuni ma è anche una delle più inefficaci. Bisogna ricordarsi infatti che per dimagrire non bisogna semplicemente mangiare il meno possibile, ma bisogna avere un'alimentazione equilibrata e sostenibile nel tempo. Chi salta un pasto arriva a quello successivo con molta fame e probabilmente mangerà più del necessario".
Aumenta la fame e calano le energie
In uno spot famosissimo di uno snack a un certo punto la protagonista diceva "A pranzo un panino e adesso… Non ci vedo più dalla fame". Saltare i pasti o sbocconcellare un panino davanti al pc in maniera distratta, ci fa inevitabilmente aumentare la fame. "Succede che un digiuno forzato prolungato provochi in molte persone un aumento degli stimoli della fame – spiega Nemi – e a quel punto sarà difficile controllare le porzioni a tavola". Si mangerà più pane, più pasta, ci si riempirà due volte il piatto per saziare quel senso di fame nervosa. "Ma c'è anche un altro problema: saltando il pasto si rischia di non introdurre tutti i macronutrienti necessari per l'organismo che è invece bene ripartire in modo giusto e equilibrato durante la giornata. Per recuperare la quantità di frutta e verdura persa ad esempio si rischierebbe di compensare con una porzione troppo voluminosa che potrebbe poi provocare difficoltà a digerire e nell'addormentamento se il pasto di recupero è la cena".
Il metabolismo rallenta
Un altro problema legato all'abitudine malsana di saltare i pasti riguarda il metabolismo. "Una restrizione calorica importante, prolungata nel tempo, porta l'organismo ad adottare una strategia di adattamento che si traduce in un risparmio di energie. È un meccanismo fisiologico naturale confermato da molti studi". E il ridotto consumo di energie, causato dalla restrizione calorica, non fa altro che rendere ancora più difficoltosa la perdita di peso. "Ovviamente se saltiamo i pasti occasionalmente non ci saranno conseguenze di questo tipo, ma in generale per dimagrire, ovvero per perdere grasso, bisogna mangiare bene".
La muscolatura ne risente
Succede anche un'altra cosa quando si saltano i pasti: il cervello va in allarme, percepisce una mancanza di energie e, dopo essersi messo in protezione, rallentando il consumo di calorie (e il metabolismo, vedi sopra) comincia a cercare altre risorse. E le trova nei muscoli: smantella le proteine che li compongono per ricavarne glucosio, ovvero energia. "Questo succede sempre quando si segue una dieta troppo restrittiva e se non ci sono abbastanza proteine. Il macronutriente fondamentale per sostenere il metabolismo, il sistema immunitario. Senza proteine il corpo inizia a utilizzare la massa muscolare come fonte di energia".
Cosa succede se si salta un pasto per un mese
Se saltare il pasto, colazione, pranzo o cena, diventa un'abitudine consolidata le conseguenze possono essere di diverso tenore. "Intanto sicuramente non si dimagrisce. Poi nel breve periodo cominceremo ad avvertire stanchezza, difficoltà di concentrazione, e ovviamente una fame intensa alla sera". Più si va avanti più i rischi aumentano "Inizia la perdita di massa muscolare, l'organismo non riesce a coprire il fabbisogno giornaliero di macronutrienti, si possono iniziare ad avere dei problemi di regolarità intestinale. Una volta che si è rinunciato a una delle porzioni di frutta e verdura della giornata (ricordiamo che le linee guida ne consigliano almeno 5 al giorno) non si possono più recuperare nel pasto successivo. Le evidenze scientifiche degli ultimi anni confermano che se si cerca un dimagrimento i risultati migliori si ottengono attraverso cambiamenti graduali, sostenibili nel tempo, abitudini che si possono mantenere per mesi o anni. Non diete drastiche o basate solo ed esclusivamente sulle rinunce".