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Perché in aereo abbassano le luci e alzano le tende dei finestrini? Un pilota spiega le regole che possono salvarci

Dai liquidi nel bagaglio a mano alla modalità aereo, fino alle tendine dei finestrini e ai casi in cui un passeggero può essere fatto scendere dal velivolo: il primo ufficiale di un’importante compagnia aerea italiana spiega cosa c’è dietro le principali regole di sicurezza.
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Finestrini aperti, cinture allacciate, tavolini chiusi e sedili in posizione verticale: per chi vola spesso sono gesti ormai automatici, ma non tutti conoscono il motivo per cui queste regole esistono. Dietro ogni indicazione dell’equipaggio ci sono procedure studiate per ridurre i rischi e garantire la sicurezza di passeggeri e personale di bordo. Fanpage.it ne ha parlato con un pilota e primo ufficiale di un’importante compagnia aerea italiana, che ha spiegato cosa c’è dietro alcune delle norme più comuni, dai limiti sui liquidi alla modalità aereo, fino alle procedure di emergenza.

Partiamo dai liquidi: perché nel bagaglio a mano sono ammessi solo contenitori da massimo 100 ml? Quale rischio si vuole evitare e ci sono novità grazie ai nuovi scanner di sicurezza?

In realtà il limite dei 100 ml sta gradualmente scomparendo. In aeroporti come Milano Linate o Milano Malpensa, ad esempio, sono stati introdotti scanner di ultima generazione in grado di identificare il tipo di liquido presente all’interno dei contenitori, distinguendo se si tratta di acqua o di sostanze potenzialmente infiammabili o esplosive. Negli aeroporti che non dispongono ancora di questa tecnologia resta invece in vigore il limite dei 100 ml, introdotto per ridurre il rischio che qualcuno possa trasportare quantità sufficienti di liquidi pericolosi da utilizzare per realizzare ordigni artigianali o mettere a rischio la sicurezza del volo.

Oltre agli oggetti più ovvi come coltelli e forbici, quali sono gli articoli che i passeggeri spesso non sanno essere rischiosi?

Uno degli aspetti meno conosciuti riguarda le batterie al litio, presenti ormai in power bank, telefoni, tablet e computer. Possono essere trasportate a bordo, ma devono rispettare regole ben precise perché rappresentano uno dei principali rischi di incendio. Le batterie al litio possono surriscaldarsi e incendiarsi e, quando accade, le fiamme sono molto difficili da spegnere perché tendono ad autoalimentarsi. Per questo motivo devono essere tenute con il passeggero e mai all’interno di un bagaglio dove non sarebbe possibile intervenire rapidamente in caso di problemi.

La modalità aereo sugli smartphone è ancora necessaria? Cosa succede realmente se un passeggero non la attiva?

Oggi molte compagnie offrono già il wi-fi a bordo e le nuove tecnologie hanno ridotto notevolmente il rischio di interferenze. Questo però non significa che la modalità aereo sia diventata inutile. È molto improbabile che un telefono possa creare problemi gravi, ma in alcuni casi potrebbe generare interferenze con le comunicazioni radio dell’equipaggio. Inoltre c’è anche un altro aspetto: durante il rullaggio, il decollo e l’atterraggio è importante che i passeggeri prestino attenzione alle istruzioni degli assistenti di volo e il cellulare potrebbe rappresentare in questo senso una distrazione.

Durante decollo e atterraggio ci sono regole precise da seguire. Perché e quali sono le principali?

Le tendine devono rimanere aperte perché permettono ai passeggeri e agli assistenti di volo di accorgersi immediatamente di eventuali anomalie all’esterno dell’aereo, come un principio d’incendio o altri problemi che dalla cabina di pilotaggio potrebbero non essere immediatamente visibili. Il tavolino deve invece essere chiuso perché, in caso di evacuazione, potrebbe rallentare l’uscita dei passeggeri. Lo stesso vale per il sedile reclinato: oltre ad aumentare il rischio di traumi durante una frenata brusca, riduce lo spazio a disposizione della persona seduta dietro, ostacolandone l’evacuazione. Di notte, inoltre, le luci della cabina vengono abbassate per consentire agli occhi dei passeggeri di adattarsi all’oscurità. In questo modo, se fosse necessario evacuare il velivolo, una volta all’esterno la vista sarebbe già abituata alle condizioni di scarsa illuminazione. Tendenzialmente, infatti, la vista ci mette circa 30 minuti ad adattarsi.

In quali casi un passeggero può essere fatto scendere dall’aereo o andare incontro a conseguenze?

La regola fondamentale è seguire sempre le istruzioni dell’equipaggio. Se un assistente di volo chiede di fare qualcosa, lo fa per motivi di sicurezza, non per un capriccio. Chi continua a ignorare le indicazioni dopo diversi richiami, disturba gli altri passeggeri o assume comportamenti aggressivi può essere allontanato prima della partenza. Nei casi più gravi, ad esempio in presenza di violenze o aggressioni fisiche, intervengono direttamente le forze dell’ordine. Se invece l’episodio avviene durante il volo, il comandante può decidere di effettuare un atterraggio non previsto nel primo aeroporto utile. A bordo esistono anche procedure specifiche per immobilizzare un passeggero violento utilizzando appositi dispositivi di contenimento, ovvero il Restraint Kit, in attesa dell’intervento della polizia una volta atterrati.

C’è una regola di sicurezza che i passeggeri tendono a sottovalutare?

La dimostrazione delle procedure di emergenza. Molti pensano di conoscerle già, soprattutto se viaggiano spesso, ma ogni aereo può avere equipaggiamenti diversi. Prestare attenzione a quelle spiegazioni può fare la differenza in una situazione di emergenza. Un altro errore molto frequente è cercare di recuperare il bagaglio a mano durante un’evacuazione. In quei momenti la priorità è lasciare immediatamente l’aereo: ogni secondo perso può mettere a rischio la propria vita e quella degli altri passeggeri.

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