Montmartre è la serie di Canale 5 che ricrea i quartieri più iconici di Parigi: da Pigalle a Sacré-Cœur

Va in onda questa sera, 4 giugno, su Canale 5 Montmartre, la nuova serie franco-belga diretta da Louis Choquette ispirata alla vita della ballerina Blanche Cavelli e ambientata nella Parigi della Belle Époque. Al centro della storia c’è Céleste, una giovane ballerina di cabaret che cerca di ritrovare i fratelli da cui è stata separata dopo l’assassinio del padre: per riuscirci è costretta a muoversi tra i locali notturni e i luoghi più ambigui della capitale francese, in un quartiere che a cavallo tra ‘800 e ‘900 rappresentava il cuore della vita artistica e bohémien della città. Ma quanto c’è di reale nelle ambientazioni della serie e quali sono i luoghi simbolo della collina più celebre di Parigi?
Le ambientazioni della serie tra ricostruzioni e scorci reali di Montmartre
Sebbene la fiction sia ambientata quasi interamente a Montmartre, gran parte delle riprese non è stata realizzata nel celebre quartiere parigino. Per ragioni economiche e logistiche la produzione ha infatti ricostruito molte delle ambientazioni negli studi di Bry-sur-Marne, alle porte di Parigi, dove è stato creato anche il cabaret immaginario L’Éléphant Rose, uno dei luoghi centrali della narrazione. Altre strade della Parigi di inizio ‘900 sono state invece ricostruite nell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Ville-Évrard. Solo alcune sequenze sono state girate realmente sulla Butte Montmartre, tra rue Chappe, rue de la Bonne e le zone che si trovano dietro la basilica del Sacro Cuore.

Il regista ha spiegato che l’aspetto attuale del quartiere, ormai profondamente trasformato dal turismo e dalla modernizzazione, rendeva difficile restituire fedelmente l’atmosfera del 1900 e per lo stesso motivo la produzione ha fatto ricorso anche a effetti digitali e fotografie d’epoca per ricreare la Parigi della Belle Époque. Proprio il Sacro Cuore rappresenta uno dei simboli più riconoscibili di Montmartre: la basilica, completata nel 1914 dopo decenni di lavori, domina la città dalla sommità della collina e ancora oggi è uno dei monumenti più visitati di Parigi. Ai suoi piedi si trova anche la celebre Place du Tertre, storica piazza degli artisti dove pittori e illustratori continuano a lavorare all’aperto, mantenendo viva una tradizione che risale all’800.

Da Pigalle ai cabaret, il volto più trasgressivo della Belle Époque
Se Montmartre era il regno degli artisti, poco più in basso Pigalle rappresentava il lato più trasgressivo della capitale. Tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del ‘900 il quartiere era famoso per i suoi caffè-concerto, le sale da ballo, i locali notturni e le case chiuse. Ancora oggi la zona conserva parte di questa identità, con i celebri sex shop lungo Boulevard de Clichy e il suo caratteristico mix di turismo, spettacolo e vita notturna. Qui si trova anche il celebre Moulin Rouge, inaugurato nel 1889 e diventato uno dei simboli della Belle Époque.

Fu proprio in questi luoghi che lavorò e trovò ispirazione il pittore Henri de Toulouse-Lautrec, autore dei manifesti che hanno reso immortale l’immaginario dei cabaret parigini. Anche il cabaret immaginario L’Éléphant Rose richiama una realtà storica ben precisa: secondo gli autori della serie, il locale si ispira infatti a Le Chat Noir, considerato uno dei primi cabaret moderni della storia. Fondato nel 1881 ai piedi della collina di Montmartre, divenne uno dei principali punti di ritrovo della bohème parigina e fu frequentato da artisti, scrittori e intellettuali dell’epoca, tra cui lo stesso Toulouse-Lautrec.

Le leggende di Montmartre: santi, artisti maledetti e vigne nascoste
Oltre ai cabaret e agli atelier, Montmartre è da sempre avvolta da racconti e leggende che ne hanno alimentato il fascino. Secondo la tradizione, il nome stesso del quartiere deriverebbe dal latino Mons Martyrum, il Monte dei Martiri, in riferimento a Saint-Denis, primo vescovo di Parigi. La leggenda racconta che, dopo essere stato decapitato nel III secolo, il santo raccolse la propria testa e continuò a camminare per circa 6 chilometri prima di crollare nel luogo dove oggi si trova la basilica di Saint-Denis.

Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 Montmartre divenne poi il rifugio di artisti e intellettuali provenienti da tutta Europa. Nel celebre Bateau-Lavoir, un edificio ormai entrato nella storia dell’arte, vissero e lavorarono figure come Pablo Picasso, Amedeo Modigliani e Juan Gris; qui Picasso dipinse anche Les Demoiselles d’Avignon, opera considerata una delle pietre miliari dell’arte moderna. Forse non tutti sanno inoltre che sulla collina sopravvive ancora un’antica vigna urbana, il Clos Montmartre. Piantata nel 1933 per preservare uno degli ultimi spazi verdi del quartiere, produce ancora oggi alcune migliaia di bottiglie all’anno ed è al centro della tradizionale Festa della Vendemmia.
