Ghizzano, il borgo più colorato d’Italia dove le case sono una tavolozza per gli artisti

Immagine
Le case colorate di Ghizzano
Nel 2019, il piccolo borgo di Ghizzano, in provincia di Pisa, è diventato il centro di un progetto che, tra case colorate con le tonalità del paesaggio circostante e installazioni di arte contemporanea, gli ha donato un volto nuovo.

La Toscana, con il suo paesaggio estremamente vario, che cambia chilometro dopo chilometro, porta chi la visita a fondo dentro a un gigantesco caleidoscopio. Le sfumature di questa regione sembrano non smettere mai di cambiare davanti ai nostri occhi. In provincia di Pisa, però, un piccolo borgo ha voluto spingersi oltre. Anziché limitarsi a essere incorniciato da tutti quei colori, Ghizzano ha deciso di metterseli addosso. Tutto è iniziato nel 2019, da un progetto di riqualificazione che ha visto tre artisti trasformare il piccolo paese in un piccolo mondo a parte. Grazie a vie dalle case colorate, sculture e opere d'arte contemporanea, Alicja Kwade, David Tremlett e Patrick Tuttofuoco hanno reso Ghizzano il borgo più colorato d'Italia. Un'iniziativa che comunque non ha messo in secondo piano il fascino storico del borgo, ma lo ha risaltato ulteriormente.

I colori di Via di mezzo attraversano Ghizzano

Via di Mezzo è una strada lunga e stretta che divide il piccolo centro di Ghizzano. Ai lati della via ci sono due file di piccole case allineate, che nel 2019 sono diventate la tavolozza dell'artista inglese David Tremlett. Le loro pareti sono state ridipinte con colori che spaziano tra verde, ocra, rosso e marrone, con l'intento di riprendere i colori tipici del paesaggio circostante. Inoltre, in prossimità delle porte e delle finestre compaiono decorazioni geometriche colorate con le stesse tonalità vivaci. Un omaggio alla terra e alla natura circostante il cui impatto visivo risulta ancora più forte grazie al contrasto con le antiche case di mattoni che riempiono il resto del paese.

Immagine
I colori delle case in via di Mezzo a Ghizzano

Elevatio Corpus rivisita l'iconografia rinascimentale

Nel 1479, a Legoli, non molto distante da Ghizzano, il pittore rinascimentale Benozzo Gozzoli realizzò gli affreschi per decorare un tabernacolo.. Nel 2019, Patrick Tuttofuoco ha preso i dettagli di quei dipinti che più lo avevano colpito e ne ha tratto ispirazione per tre grandi sculture. Realizzate in marmo, ferro e neon, le tre installazioni compongono il complesso che prende il nome di Elevatio Corpus, dislocate nei punti nevralgici della vita nel borgo di Ghizzano: la piazzetta della chiesa, la piazza Venerosi Pesciolini, e lungo una scalinata che porta dalla piazzetta a Via di Mezzo. Le sculture sono dedicate a San Michele, San Sebastiano e San Giovanni. I dettagli che appartengono all'iconografia rinascimentale dei tre vengono rielaborati da Tuttofuoco in chiave postmoderna, in tre imponenti opere che fanno del rapporto tra i dettagli del corpo umano e le complesse strutture portanti il fulcro del loro significato.

Immagine
Una delle installazioni che fanno parte di Elevatio Corpus

Solid Sky, blocchi distanti ma profondamente legati

All'interno del progetto che ha acceso il borgo di Ghizzano, si inserisce anche l'artista polacca Alicja Kwade che per l'occasione ha creato la scultura Solid Sky. Il materiale che compone l'opera è una rara pietra sudamericana Azul Macaubas, rinomata per le sue venature venature che spaziano dall'azzurro al blu più intenso. Un blocco di questo materiale è stato levigato fino a ottenere una forma perfettamente sferica ed è stato posto a Ghizzano, vicino alla Chiesa dei santi Germano e Prospero.

Immagine
La sfera in pietra Azul Macaubas che fa parte dell'opera Solid Sky

Poco distante dalla sfera si trova poi un secondo blocco. Questo è un parallelepipedo attraversato da un grande foro circolare. Questo secondo elemento rappresenta metaforicamente il luogo da cui la sfera si è originata. Inoltre, il contrasto tra la  lavorazione grossolana del parallelepipedo e la perfezione della sfera, non fa che accentuare un forte legame semantico che, nonostante la distanza, rende le due sculture un'opera unica.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views