Cos’è il jet lag da ora solare, la neurologa: “Il buio può alterare stato d’animo e portare malumore”
Non c'è bisogno di viaggiare per sperimentare gli effetti del jet lag. Due volte l'anno, quando ci tocca spostare in avanti o indietro le lancette dell'orologio, per assecondare la luce del sole, tutti noi subiamo quelli che sono gli effetti di un viaggio a un'altra longitudine. Certo non stiamo parlando di fusi orari australiani, ma anche un'ora può bastare per scombussolare il nostro orologio biologico. "L'autunno in particolare è un momento clou per il nostro benessere – spiega a Fanpage.it la neurologa Paola Mattaliano dell'Istituto Auxologico di Milano – siamo alle prese con il ritorno al ritmo lavorativo, le temperature che calano e le ore di luce diminuiscono. E il ritorno all'ora solare diventa un ulteriore fattore di stress, una piccola sollecitazione che il nostro organismo deve affrontare".
Il ritorno all'ora solare e l'orologio biologico
La notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre bisogna spostare le lancette un'ora indietro. Si guadagna un'ora di sonno e un'ora di luce al mattino. "Questo passaggio ci dà la possibilità di godere di un'ora di luce in più al mattino, ma alla sera il buio arriva, per forza di cose più precocemente, in quelle ore in cui il nostro corpo di fatto è ancora abituato ad essere attivo". Ed è qui che arriva il jet lag e per capire perché bisogna tirare necessariamente in ballo il nostro famoso orologio biologico. "Il nostro organismo è molto più puntuale di quello che possiamo immaginare. Funziona in maniera specifica e diversa nelle ore della giornata. Al mattino si attiva per creare un substrato chimico che ci consenta di affrontare la giornata. Si produce il cortisolo ad esempio, e tutta un'altra serie di ormoni che ci danno energia e carica. Alla sera invece c'è una decelerazione: il nostro organismo va verso lo spegnimento, segue la fisiologica propensione all'addormentamento". Ma il nostro orologio biologico si avvale di un sincronizzatore esterno per poter espletare tutte le sue funzioni: ovvero la luce. "L‘organismo è fortemente influenzato dalla luce esterna che lo guida e lo indirizza. E quando spostiamo le lancette interveniamo forzatamente sulla sincronizzazione. E questo provoca un disallineamento (per quanto temporaneo) tra i ritmi che l'orologio biologico ha strutturato rispetto alla luce esterna".
Gli effetti dell'ora solare
Questo disallineamento artificiale provocato dallo spostamento indietro delle lancette può avere delle conseguenze: "Possiamo avvertire una sorta di smarrimento (in particolare ci si sente più attivi nel pomeriggio nonostante ci sia meno luce) ma in pochi giorni per la maggior parte delle persone questa sensazione di scombussolamento passa senza grandi effetti collaterali". Ci sono invece delle persone particolarmente sensibili al passaggio da ora legale a ora solare. "Chi è più fragile o vulnerabile è maggiormente predisposto a percepire in maniera sgradevole questi cambiamenti ambientali e allo smarrimento si aggiungono inadeguatezza, difficoltà di concentrazione, vuoti di memoria". Ma la luce influenza anche l'umore. "Lo scompenso causato dal disallineamento, la percezione della giornata più corta, la necessità di rimodulare degli impegni nell'arco di una giornata perché il buio arriva più velocemente e in un momento in cui le energie interne sono ancora floride, può tradursi in un'alterazione dello stato d'animo e di conseguenza in un malumore".
Come abituarsi all'ora solare
Per chi non ha particolari problemi il ritorno all'ora solare non avrà nessun effetto, se non quello di dormire un'ora in più tra sabato e domenica. Per chi invece è particolarmente sensibile potrebbe essere utile cominciare a spostare le lancette anche prima di sabato. "Consiglio a chi ha già sperimentato gli effetti negativi del jet lag da ora solare, di cominciare a spostare le lancette di circa 15 minuti al giorno anche da oggi, per prevenire lo choc del cambio. Ma accanto a questo, l'altro consiglio è quello di cogliere il più possibile i segnali luminosi. Ad esempio fare un bagno di sole al mattino, una passeggiata per fare il pieno di sole. E poi consiglio anche di non remare contro il nostro organismo: concentriamo, soprattutto all'inizio, le attività nella prima parte della giornata, non riempiamoci di impegni al pomeriggio quando è buio. L'arrivo della sera stimola il nostro orologio biologico a produrre la melatonina che aiuta il sonno, evitiamo di esporci a fonti luminose artificiali come computer e tablet che rischiano di alterarne la produzione. Anche lo sport di sera è tutt'altro che un'attività consigliata: non è vero che il corpo si stanca e di conseguenza ci si addormenta più presto, palestra, corsa, e qualsiasi altro sport non fa altro che attivarci, si inverte la rotta naturale della decelerazione e si rischia di fare più fatica ad addormentarsi". Ad ogni modo questo mini jet lag ha durata breve. "Nella maggior parte delle persone l'elasticità naturale dell'organismo e dell'orologio biologico, consentono un recupero rapido, per i più sensibili potrebbe volerci solo qualche giorno di più, ma nel giro di una settimana il corpo si sarà nuovamente riabituato".