Ansia da rientro dalle vacanze, la psicologa: “Cambio di ritmo che non si vuole affrontare, la malinconia è normale”

Intervista a Dott.ssa Fabiana Sanseverino
Psicologa clinica
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Mancano pochi giorni alla fine delle vacanze e già provate una sensazione di malinconia? Potrebbe trattarsi di ansia da rientro. Ne abbiamo parlato con la psicologa Fabiana Sanseverino: ecco quali sono i suoi consigli per affrontare questo fenomeno.

Le vacanze stanno per terminare e provate una strana sensazione di malinconia mista a stress al solo pensiero di dover riprendere la normale routine quotidiana? Probabilmente siete alle prese con l'ansia da rientro, un fenomeno frequente che colpisce le persone alla fine delle ferie, proprio quando manca pochissimo al rientro in città. Quali sono i sintomi e qual è il modo giusto per affrontare il ritorno al lavoro e alla vita di tutti i giorni? Fanpage.it ne ha parlato con la psicologa clinica Fabiana Sanseverino, che ha spiegato non solo come riconoscere l'ansia da rientro ma anche i piccoli "trucchi" da usare per rendere questo momento dell'anno un po' meno traumatico.

Cos’è l’ansia da rientro? Come si manifesta?

L'ansia da rientro, pur non essendo una condizione clinica riconosciuta, è comunque un fenomeno frequente che colpisce molte persone: è un'ansia "anticipatoria" legata agli impegni futuri della normale routine, mista a un po' di malinconia. L'umore, quindi, è un po' sottotono perché si stanno lasciando momenti di quiete, momenti dedicati al piacere, per riprendere la normale vita di tutti i giorni fatta di doveri, impegni, studio o lavoro. Al di là della sensazione di bassa motivazione, si può manifestare con sintomi psicofisici come problemi del sonno. A volte non si riesce a dormire bene come lo si faceva in vacanza perché il corpo e la mente non sono rilassati come durante le ferie. In relazione all'insonnia, si può avvertire anche una maggiore stanchezza fisica.

È normale provare un po’ di malinconia post vacanze? Qual è la differenza rispetto a una vera e propria ansia?

Provare malinconia dopo le vacanze è del tutto normale. In vacanza abbiamo avuto lo spazio e il tempo necessario per dedicarci a passioni, interessi o semplicemente al riposo, ci siamo concessi un tempo vuoto, ovvero dedicato esclusivamente al nostro benessere psicofisico. Abbiamo fatto tutto quello che per noi era più interessante o più produttivo rispetto alla normale vita quotidiana (dove non sempre riusciamo a ritagliarci dei momenti tutti per noi). La differenza rispetto a una vera e propria ansia è innanzitutto che l'ansia è un disturbo clinico conclamato, è qualcosa di molto più pervasivo, di molto più resistente e di strutturato. La sindrome da rientro, invece, si conclude solitamente in pochi giorni o al massimo un paio di settimane, è legata al ritorno dalle vacanze, alla difficoltà di riadattamento ai ritmi della vita quotidiana. La vacanza, con la sua precisa organizzazione della vita, si chiude e col rientro è necessario riadattarsi.

Come affrontare l'ansia da rientro?

Per godersi gli ultimi giorni di vacanza senza lasciarsi sopraffare dall'ansia da rientro si dovrebbe provare ad affrontare il tutto con maturità, non lasciandosi andare a pensieri catastrofici sul fatto che sta per finire il tempo tranquillo, sereno e felice. Bisogna provare a riadattarsi gradualmente alla routine, facendo tesoro dei momenti più belli della vacanza. Se, per esempio, in vacanza ho capito che mi fa bene fare attività fisica, stretching o meditazione per 10 minuti ogni mattina, posso portare questa abitudine anche nella normale routine quotidiana. Oppure, se in vacanza mi ha fatto piacere stare con gli amici, posso provare a mantenere un contatto più costante e profondo con loro anche nella vita di tutti i giorni. In tutti i casi è fondamentale riadattarsi con i propri tempi ai ritmi della quotidianità ordinaria, un passo alla volta, non in modo drastico, magari provando ad anticipare leggermente la sveglia prima del ritorno al lavoro oppure cercando di andare a dormire a orari regolari, evitando di fare le ore piccole.

Perché il ritorno alla routine è sempre vissuto con particolare stress? Il problema è la fine delle vacanze o quello che ci si aspetta al rientro?

Lo stress è legato al cambio di abitudini e di paradigma: se la vacanza mi offriva uno spazio vuoto da dedicare al mio piacere, giornate destrutturate dai soliti ritmi circadiani (sonno/veglia), il rientro implica il tornare a un tempo cadenzato, a delle abitudini ordinarie (che possono essere colazione-lavoro-pranzo-ritorno a casa-cena-letto). Il ritorno a questi ritmi, a questi doveri e a questi orari può generare stress al solo pensiero, anche perché il lavoro, la scuola o la vita familiare sono tutte situazioni "performative". Finisce un periodo di riposo, di ritmi lenti, e ne inizia uno che per convenzione è legato a ritmi frenetici, quindi da qui nasce l'escamotage di portare qualche sana abitudine nella quotidianità, così da decomprimere una routine che può risultare stressante.

I social, con le foto e i video della vita perfetta degli influencer, possono aumentare la sensazione di ansia?

I social potrebbero acuire la sensazione di malinconia da rientro. È importante, però, ricordare che spesso i posti meravigliosi postati sui social dagli influencer non corrispondono al vero, sono solo "copertina", sono solo marketing, così come la loro vita "sempre in vacanza". Quella che si vede sui social, però, il più delle volte non è la vita reale: anche se vedere in Stories e reel i viaggi splendidi degli altri può aumentare la sensazione di malcontento, bisogna rimanere "con i piedi per terra".

L’ansia da rientro potrebbe essere un campanello d’allarme di qualche problematica più seria?

Se l'ansia da rientro, con tutta la sua sintomatologia (quindi stanchezza, insonnia, senso di malinconia) si circoscrive a una due settimane e man mano si ritorna a una dimensione di vita reale, riprendendo la propria routine in modo più sereno, allora è tutto normale. Se, però, alcuni sintomi si perpetuano nel tempo, in quel caso bisogna fare una valutazione diversa perché non è più una semplice ansia da rientro. Bisogna, dunque, capire di cosa si tratta, a volte potrebbero esserci dei disturbi d'ansia.

Cosa fare per rendere il rientro meno traumatico?

Bisogna creare una routine che possa permetterci di rientrare piano piano nella dimensione ordinaria della nostra vita. Spostare la sveglia un po' prima per cercare di recuperare i ritmi quotidiani è un buon metodo per rendere meno traumatico il ritorno a lavoro, così come anche rientrare un giorno prima per riabituarsi alla gestione dello spazio casalingo, per mettere ordine e per organizzare la settimana successiva ma senza stress. Sarebbe bene, inoltre, conservare le abitudini sane che si sono portate avanti durante le ferie. Molto importanti sono anche le attività sociali: l'isolamento è un fattore di rischio per la salute psichica, quindi si deve provare a mantenere un contatto con gli amici e con i cari, magari organizzando una cena a settimana o semplicemente scambiandosi dei messaggi. In conclusione, dunque, sarebbe bene crearsi una routine salutare rispetto alle nostre esigenze: se necessitiamo di momenti di pausa, dobbiamo concederceli, se vogliamo vedere di più gli amici, dobbiamo fare in modo che accada, se desideriamo una quotidianità più rilassante, dobbiamo provare a ritagliarci dei momenti tutti per noi nel corso della giornata.

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