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Il murale per Giorgio Armani a Piacenza non piace, la sindaca: “I leoni da tastiera criticano, ma la famiglia approva”

A Fanpage.it la sindaca Katia Tarasconi difende il murale realizzato a Piacenza in onore di Giorgio Armani, specificando che è stato approvato dalla famiglia.
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Benché abbia trascorso gran parte della sua vita nell'amata Milano, Giorgio Armani non ha mai rinnegato le proprie origini: ha trascorso infanzia e giovinezza a Piacenza, che gli è comunque rimasta nel cuore. Lo stilista durante la pandemia ha fatto una donazione all'ospedale cittadino e prima ancora ha firmato le divise della squadra di calcio, al momento della storica promozione in Serie A. Non è un caso che proprio il Teatro Municipale di Piacenza abbia ospitato la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa allo stilista, da parte dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Dopo la sua morte, si è parlato di eventuali spazi a lui dedicati in città, proprio per celebrare una figura piacentina diventata un'icona in tutto il mondo; per celebrare il legame con la città, che lo ama.

Nell'attesa, sta arrivando il murale di Antonio Cotecchia sulla parete di un palazzo di via Radini Tedeschi, nel quartiere della Farnesiana. Si tratta di un'opera realizzata nell'ambito di un bando comunale, vinto dall'artista noto come Kotè: suo è anche il murale per Lucio Dalla realizzato in via Fioravanti a Bologna. Il suo stile è inconfondibile, ma come ogni forma d'arte può piacere o meno: ed è giusto così. A pochi giorni dall'inaugurazione ufficiale del murale in onore di Giorgio Armani, però, i social si sono riempiti di commenti sgradevoli verso l'opera. E su questo la sindaca Katia Tarasconi è stata chiara: le dispiace che serpeggi questo malcontento solo "offline", mentre di persona nessuno ha il coraggio di esporsi. Dal canto suo, lei è certa della validità dell'opera e soprattutto del messaggio importante che si porta dietro: a Fanpage.it ha anche ribadito che la famiglia è stata costantemente coinvolta in tutto il processo di progettazione e realizzazione, contrariamente a quanto si legge sui social.

Instagram @antoniocotecchia
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Sindaca, sui social si leggono molti commenti negativi su quest'opera, quasi ultimata ormai. Lei è a conoscenza di questo malcontento?

A me non le fanno le critiche, sono tutti leoni da tastiera, scrivono sui social. Questa è una città molto piccola, io sono regolarmente nei bar, nei ristoranti, al mercato, cioè non sono una persona inaccessibile, anzi. Nell'arco di una giornata vedo tantissime persone, ma a nessuno è mai venuto in mente di venire da me e criticare la scelta che è stata fatta. Poi quando si è davanti a un computer è tutto più semplice. È talmente tanta la polemica che sarà un successo! L'artista è ancora lì che lo sta finendo, le persone che passano suonano il clacson e gli dicono: "È bellissimo, vai avanti". Quindi c'è questa reazione doppia: chi si nasconde dietro e il sano orgoglio del quartiere, che è esattamente ciò che noi volevamo. Il problema è un altro. Ovunque lo avessimo fatto e qualsiasi dipinto si fosse realizzato, la polemica ci sarebbe stata. Perché? Perché è in un quartiere popolare.

Instagram @antoniocotecchia
Instagram @antoniocotecchia

Quindi secondo lei in realtà il problema nasce dalla location?

Sì, è in un quartiere popolare e Armani non parlava a queste persone, ma non è vero. Noi vogliamo che il quartiere sia d'ispirazione ai giovani: è un progetto di riqualificazione. Tra l'altro quando lui è venuto a Piacenza a ritirare la sua laurea honoris causa, ha fatto un discorso bellissimo indirizzato proprio ai ragazzi, perché a loro teneva molto. Il messaggio che noi vogliamo dare ai ragazzi del quartiere è: puoi partire dal nulla, ma se vuoi puoi, ci devi mettere impegno, ti devi applicare, devi fare sacrifici. Lui disse loro anche un'altra cosa molto bella: non dimenticatevi mai della vita mentre passa, del tornare a casa e delle persone che avete accanto. Insomma, fece un discorso bellissimo; questo era il nostro modo per dare una casa a questo personaggio piacentino famoso in tutto il mondo. Abbiamo cercato di trovare un luogo da intitolargli, ma qualsiasi luogo trova una polemica. La polemica ormai oggi vale su tutto. Io capisco, chiunque può dire ciò che vuole, però una cosa che non si può dire è che questa opera non sia stata fatta con la consapevolezza della famiglia.

Alcuni commenti di @piacenzamemes
Alcuni commenti di @piacenzamemes

La famiglia ha approvato il progetto?

Siamo stati estremamente rispettosi della famiglia e abbiamo chiesto a loro, prima ancora di fare il bando. Quando poi è stato selezionato il muro, cioè la location, abbiamo chiesto l'ok anche sulla location. Quando ci hanno mandato il bozzetto, abbiamo mandato il bozzetto per chiedere l'ok sul bozzetto. Antonio ormai vive qui da tanti anni, ma è un artista del Sud, che porta con sé i suoi colori e tutte le sue opere sono estremamente colorate. Negli ultimi giorni aveva avuto un ripensamento rispetto allo sguardo del signor Armani e ho mandato tutto alla famiglia, per chiedere quale delle due proposte preferissero. Loro hanno scelto quella attuale.

Una story pubblicata da Deianira Marzano
Una story pubblicata da Deianira Marzano

La famiglia ci sarà all'inaugurazione del 9 luglio?

Li abbiamo invitati. Da parte della famiglia credo che i dubbi non ci siano. Ormai sui social ognuno può scrivere la sua, ci sta che non sappiano che è stato fatto un percorso nel totale rispetto della famiglia, che è a conoscenza di tutto dall'inizio. L'opera ora verrà coperta e il velo verrà tolto il 9 con l'aiuto dei Vigili del Fuoco. C'è anche un messaggio nella copertura sul tema della violenza alle donne quindi alla fine di tutte queste polemiche, secondo me rimarrà qualcosa di bello. Abbiamo voluto onorare una persona che per questa città significa tanto e se a qualcuno non piace ci dispiace.

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