Armando da Rimini a Capo Nord: “Ho camperizzato l’auto coi miei alunni, per la doccia scaldavo l’acqua col pentolino”
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Di un viaggio non importa solo l'arrivo alla meta predefinita: conta il percorso, conta ciò che provi chilometro dopo chilometro, quello che ti succede lungo la strada, i pensieri che affollano la tua mente, le persone di cui senti la mancanza mentre sei lontano da casa. Presi come siamo dalla fretta delle nostre vite quotidiane, abbiamo escluso la lentezza anche dal nostro modo di viaggiare: abbiamo bisogno di continui stimoli, di cose da fare, di correre da una parte all'altra, di sbrigarci. Armando Troise, invece, per staccare la spina e godersi davvero un momento di pausa estiva tutto per sé, nel 2022 si è lanciato in un'avventura in solitaria: è partito da Rimini diretto in Norvegia. Ha attraversato tutta l'Europa, per giungere fino a Capo Nord: migliaia di chilometri, in 53 giorni di viaggio. Ci ha messo quasi due mesi e non se ne è neppure accorto, o meglio: non gli importava. Qualcuno gli ha detto che ci ha messo "troppo". Ma cosa significa "troppo" quando sei impegnato a goderti il tuo viaggio? A Fanpage.it ha raccontato la sua avventura, ricordando l'importanza di mettere da parte l'orologio ogni tanto.
Armando in che avventura ti sei lanciato nel 2022?
Ho fatto Rimini – Capo Nord da solo, in 57 giorni e toccando varie tappe. Una sola tappa italiana: Lago d'Orta. Poi ho fatto Zurigo, Parigi, Mont Saint-Michel, tutta la Normandia, sono salito fino a Bruxelles, Berlino, Copenhagen.
Con che mezzo hai viaggiato?
Ero a bordo di una Dacia Duster camperizzata: alcuni accessori li avevo comprati, per altri ci avevo messo io un po' di manodopera. Mi sono fatto aiutare dai miei studenti: ognuno di loro ha fatto qualcosa. All'epoca facevo l'insegnante in un professionale, al laboratorio di meccanica. Con l'autorizzazione del dirigente scolastico li ho coinvolti: tanto ormai era aprile: i voti c'erano!
Nessuna corruzione quindi!
Assolutamente! Con dei pezzi di legno abbiamo fatto la base per il letto, la classe quinta mi ha fatto l'impianto frenante. Ho usato tutta l'esperienza didattica dell'anno per un progetto concreto, per mettere in pratica gli insegnamenti.
Era la prima volta che viaggiavi su un mezzo del genere?
Nel 2018 avevo preso un camper a noleggio per fare un viaggio coast to coast in Sicilia con mia mamma. Io volevo soggiornare nei B&B e invece è stata proprio lei a proporre il camper. Mi è piaciuto, ma comprarlo costava troppo. Mi è stato d'ispirazione il video su Youtube di un ragazzo che camperizzava una Dacia Duster. In modo molto spartano rispetto a lui, l'ho fatto anche io. Ma c'è tutto: anche la doccia, ma la devi fare scaldando l'acqua in un pentolino.
A livello di budget come l'hai gestita Rimini – Capo Nord?
In tutto il viaggio d'andata ho fatto zero ristoranti, trattorie, osterie: niente di niente. Avevo portato molte cose dall'Italia, tra cui la pasta, che all'estero fa schifo! Avevo un fornellino pagato 40 euro che mi ha salvato la vita, un modello che penso abbiano in pochissimi: a benzina. Non me la sentivo di viaggiare con la bombola, per una questione di sicurezza. E poi per una questione di reperibilità: ho viaggiato in tutta Europa, non sapevo se avrei trovato disponibilità di gas h24. Invece con la benzina non avevo bisogno di scorte, facevo normalmente rifornimento per strada ai distributori automatici. Ho speso 1500 euro solo di gasolio e in tutto sono rientrato in quello che mi ero prefissato: 3000 euro.
Cosa hai provato all'arrivo a Capo Nord?
È stato bellissimo! Mi ha colpito subito lo spettacolo della natura: i laghi, l'aria senza inquinamento, il cielo limpido, l'acqua pulita. In un secondo momento ho pensato: "Cavolo, ora devo tornare indietro"! Speravo che la macchina non mi abbandonasse! Ormai l'obiettivo era stato raggiunto, ma c'erano tutte le tappe del ritorno da fare. Sono sceso da Helsinki a Tallinn, ho fatto i Balcani. Sono passato anche da Babbo Natale a Rovaniemi! Le Lofoten mi hanno lasciato a bocca aperta.
E quando sei ritornato che ti hanno detto i tuoi studenti?
Molte persone si erano appassionate, seguivano i miei spostamenti sui social, dove pubblicavo le varie tappe. Era diventata come una soap opera per loro, ero il loro Netflix! Alcuni mi dicevano: "Di sera non accendo la TV, guardo le tue Stories"! Al ritorno la dirigente mi ha dato il bentornato, gli studenti non li ho rivisti perché ho cambiato istituto ma li ho ringraziati tutti. Li porto nel cuore, perché ci hanno messo anche del loro.
Cosa ti è rimasto impresso più di tutto?
Che ho escluso il fattore tempo. Una delle domande che ricevo più spesso è: "Quanto tempo ci hai messo?". Quando rispondo che sono stato via 53 giorni restano stupiti. Io ho voluto fare tutto in tranquillità, ogni due-tre giorni cambiavo tappa. Ma perché, chi mi correva dietro? Oggi ho notato che c'è l'ansia dell'arrivo: si mette davanti l'orologio, piuttosto che vivere le emozioni del viaggio.