video suggerito
video suggerito

Allerta alga tossica in Sicilia ad Aci Castello: le raccomandazioni da mettere in pratica per tutelare la salute

“La balneazione non è vietata, ma è importante seguire alcune semplici precauzioni” ha avvisato il Comune di Aci Castello sulla pagina Facebook ufficiale.
Immagine

Dopo Marina di Pisa e il mare della Puglia, adesso tocca alle acque siciliane di Aci Castello (Catania) avere a che fare con l'alga tossica, in particolare sul litorale dello Scardamiano. Le recenti rilevazioni ambientali su questo tratto di costa hanno evidenziato una fioritura di Ostreopsis ovata, il nome scientifico di questa microalga marina che può causare danni alla salute. Pochi giorni fa era toccato a Sferracavallo (Palermo), dove era entrato in vigore per qualche giorno il divieto di balneazione, poi revocato ad allarme rientrato. Nessun divieto di balneazione, invece, ma solo l'invito alla prudenza sul litorale di Vergine Maria, sempre a Palermo, dove era stata rilevata la presenza dell'alga, ma in concentrazioni inferiori ai livelli previsti per la fase di allerta.

Attualmente ad Aci Castello la balneazione non è vietata, come si legge sulla pagina Facebook ufficiale del Comune: il sindaco Carmelo Scandurra ci ha tenuto a rassicurare tutti, residenti e turisti. Benché non ci sia dunque un rischio sanitario concreto, la nota firmata dal Primo Cittadino invita comunque alla cautela, ad adottare alcune norme di cautela per tutelare la salute pubblica.

L'alga tossica in questione prolifera quando sale la temperatura dell'acqua. Benché sia una specie tipica del clima caldo e tropicale, da molti anni trova un habitat naturale anche sulle coste italiane. Non a caso, nel nostro Paese dal 2010 è diventato obbligatorio effettuare monitoraggi in aree a rischio (decreto 30 marzo 2010, attuativo del D.Lgs 116/2008, modificato con DM del 19 aprile 2018). C'era infatti stata nel 2005 un'eccezionale fioritura sul litorale genovese. Il limite indicato dal D.M. 19/04/2018 per la densità di Ostreopsis ovata è di 30.000 cell/L. Il monitoraggio Ostreopsis ovata nella provincia di Catania, effettuato a luglio ad Aci Castello sul lungomare di Scardamiano, ha evidenziato concentrazioni di 17.040 cell/L, 26.240 cell/L e infine 21.760 cell/L.

Alla vista, quando le acqua sono infestate queste ultime assumono un aspetto opaco o si forma una sorta di pellicola scura in superficie e sugli scogli. Sono i segnali più evidenti a cui prestare attenzione. La criticità non riguarda tanto il contatto diretto con l’acqua, ma piuttosto il cosiddetto aerosol marino: il vento e le mareggiate, infatti, fanno sì che le microgocce d'acqua disperse nell'aria trasportino la tossina prodotta dall'alga, causando disturbi respiratori o cutanei a chi staziona nelle immediate vicinanze della riva.

Per questo nelle raccomandazioni si legge appunto di evitare la sosta vicino all'acqua. ​Massima attenzione ai soggetti fragili quindi bambini, anziani e persone con problemi respiratori o asma, che devono stare particolarmente attenti a evitare il litorale colpito.​ Attualmente è vietata la raccolta di fauna marina e il consumo di ricci, molluschi o crostacei locali. ​

I sintomi a cui prestare attenzione sono prurito, tosse, febbre o nausea, che solitamente passano da soli in poche ore. Nel caso in cui si avvertano questi fastidi mentre si è in spiaggia, la procedura prevede di allontanarsi immediatamente dalla costa e di andare in un ambiente chiuso e ventilato.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views