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Alga tossica nel mare della Puglia, quali sono le zone rosse da evitare

Stando ai dati condivisi da Arpa, nel mare della Puglia è tornata l’alga tossica: ecco quali sono le zone rosse individuate nella regione.
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Brutte notizie per chi ha organizzato una vacanza estiva in Puglia: stando al report condiviso di recente da Arpa (Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale), nelle acque della regione è tornata l'alga tossica. I dati sono stati raccolti nei primi giorni di luglio e hanno segnalato la presenza di Ostreopsis ovata in alcune zone. Da qui, sono state individuate diverse "zone rosse", in cui la concentrazione della microalga nella colonna d’acqua è stata giudicata “molto abbondante”. Quali sono i luoghi da evitare?

Da Torre Canne alla Mola di Bari

Le zone rosse, ovvero dove si sono contate oltre 30.000 cellule di alga tossica per litro, valore considerato al limite dalle linee guida, sono diverse. Qui non è vietato fare il bagno ma, viste le potenziali conseguenze, è fortemente sconsigliato. Il luogo in cui si è registrata la maggiore presenza della microalga è davanti al faro di Torre Canne, dove è arrivati a 100.340 cellule per litro. A seguire ci sono Prima Cala di Molfetta con 42.315 cellule per litro, Giovinazzo con 24.473 cellule per litro e Porto Badisco, sulla costa leccese, con 25.440 cellule per litro. A essere state classificate "zone arancioni" sono, invece, Lido Trullo di Bari con 15.059 cellule per litro, Mola di Bari e alcune località del Barese e del Gargano.

Cosa si rischia con l'alga tossica

L’Ostreopsis ovata, meglio nota come "alga tossica", è arrivata in Puglia intorno al 2000. Si tratta di una microalga di origine tropicale e subtropicale presente soprattutto su fondali rocciosi e macroalghe, che predilige dunque le acque calme, calde e ben illuminate. Le calde temperature estive ne favoriscono la proliferazione, i rischi? Sia il contatto diretto che l'inalazione dell'aerosol marino potrebbero provocare disturbi lievi e temporanei simili all'influenza come faringiti, laringiti, bronchiti, dermatiti e congiuntiviti. I portavoce di Arpa Puglia, però, ci hanno tenuto a precisare che è importante distinguere la concentrazione sul fondo e quella in colonna d'acqua: quello che sta sul fondo è il "serbatoio" che può entrare nelle acque e che viene nebulizzato quando c'è vento e mareggiata. Al momento non esiste nessun allarme ma la situazione va tenuta sotto controllo per evitare spiacevoli imprevisti sui bagnanti.

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