Dove è stata avvistata la caravella portoghese in Italia: dalle isole Eolie a Vibo Valentia

Si chiamano caravelle portoghesi e, sebbene siano organismi marini originari delle acque tropicali, stanno "invadendo" sempre più spesso le coste del Mediterraneo. Esteticamente sono simili alle meduse ma funzionano in maniera differente, anche se condividono con loro l'azione urticante del morso. Quali sono le località balneari italiane in cui sono state avvistate di recente le caravelle portoghesi e per quale motivo sarebbe bene evitare di fare il bagno nelle loro vicinanze?
Gli effetti del morso delle caravelle portoghesi
La caravella portoghese (Physalia physalis) è un organismo marino gelatinoso che nell'acqua appare come un corpo blu-violaceo con tentacoli lunghissimi (arrivano fino a 30 metri). Spesso viene confuso con la medusa ma la verità è che è un sifonoforo, ovvero una colonia di organismi geneticamente identici che funzionano come un unico essere vivente. Ogni loro parte ha un compito, come galleggiare, nutrirsi e riprodursi, e al loro interno contengono cellule urticanti capaci di immobilizzare pesci e crostacei. Un morso di caravella portoghese sull'uomo non è letale ma provoca dolore intenso, bruciore e lesioni cutanee evidenti. Il veleno, infatti, può rimanere attivo per giorni, favorendo l'insorgere di vesciche e prurito intenso e, nei casi più gravi, anche nausea, vomito, febbre, spasmi muscolari e difficoltà respiratorie. Cosa fare se si viene morsi? Innanzitutto bisogna evitare di usare acqua dolce, aceto o ghiaccio: i residui dei tentacoli vanno rimossi e la zona va sciacquata semplicemente con acqua di mare.
I mari italiani in cui sono state avvistate le caravelle portoghesi
Le caravelle portoghesi sono originarie delle acque tropicali come gli Oceani Pacifico, Indiano e Atlantico ma negli ultimi tempi stanno cominciando a comparire non solo sulle coste del sud degli Stati Uniti ma anche nel Mediterraneo. Arrivate nelle acque italiane attraverso lo Stretto di Gibillterra, stanno diventando sempre più spesso una minaccia per i bagnanti. L’ISPRA, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha segnalato la sua pericolosa presenza in Sardegna, nelle isole Eolie, a Favignana e nelle altre isole Egati e nello stretto di Messina, a Villa San Giovanni. Di recente, inoltre, è comparsa anche sul litorale della provincia di Vibo Valentia, a Pizzo Calabro, a Nocera Terinese, in provincia di Catanzaro e sul litorale di Bivona, in Sicilia. Attualmente, però, non si può parlare di "invasione", la sua presenza sulle coste italiane deve ritenersi del tutto occasionale e legata a condizioni particolari.