A Salorno piscina per sole donne, Fahima dell’associazione islamica Armonia: “Non togliamo niente a nessuno”

Ghettizzazione o libertà? È il dubbio che ha sollevato l'iniziativa di una piscina di Salorno, che ha riservato al solo pubblico femminile una fascia oraria al termine dell'apertura consueta. È un'iniziativa simile a quella di una piscina di Tor Tre Teste, nel quadrante est della Capitale, finita infatti al centro della stessa polemica.
L'ora di nuoto a porte chiuse messa in pratica in provincia di Bolzano (Alto Adige) si deve a un'idea dell'associazione Armonia, centro interculturale di ispirazione islamica che promuove l'integrazione della comunità islamica locale. In nome del dialogo e dell'inclusione, il presidente Hatem e la vicepresidente Fahima hanno ottenuto dal gestore della struttura Luca Lechthaler un'ora di accesso privata (il lunedì dalle 18.30 alle 19.30), in cui usufruire degli spazi senza presenze maschili.
La prima apertura riservata, quella di lunedì 28 luglio, ha visto la partecipazione di una quarantina di persone. Non donne musulmane, non donne in burkini: ma donne, tutte, anche in bikini, senza vincoli di religione o lingua, senza dress code imposto. Intervistata da Fanpage.it, la vicepresidente Fahima ha sottolineato proprio questo aspetto: il valore dell'inclusione da cui nasce la sua iniziativa, che voleva solo offrire una possibilità in più, uno spazio sicuro dove stare bene insieme, senza togliere nulla a nessuno. Ma non tutti l'hanno intesa in questo modo.
Fahima ha raccontato: "È stato bellissimo, non me lo aspettavo: eravamo quasi 4o. La piscina è aperta al pubblico fino alle 18.30. Abbiamo aspettato 5-10 minuti e quando tutte le vasche erano vuote siamo entrate noi. La nostra associazione si chiama Armonia per un motivo, questo nome ci rispecchia: organizziamo corsi per adulti e bambini, la nostra porta è aperta a tutti. Ho letto i commenti negativi: mi è dispiaciuto. Il nostro ingresso comincia quando la piscina chiude al pubblico, l'abbiamo pensata così perché non vogliamo disturbare nessuno. Non togliamo niente a nessuno. È solo un'ora alla settimana". Da parte sua e di Armonia, dunque, solo un modo per unire, non una trappola per dividere e allontanare.
Dura la replica della Lega all'iniziativa. Per Carmen D'Angelo, responsabile Lega Bassa Atesina, sarebbe una forma di discriminazione. La vice segretaria della Lega, Silvia Sardone, ha parlato invece di una scelta insensata che alimenta la segregazione. Di diversa opinione il sindaco Roland Lazzeri, che ha difeso l'iniziativa in quanto opportunità per includere una parte della cittadinanza che altrimenti resterebbe fuori dalla struttura negli orari tradizionali.
Polemiche, critiche e attacchi non hanno scoraggiato Armonia, che prosegue nella sua missione: "È una cosa che si fa in Austria, in Germania, non siamo certo i primi. Per fortuna tante persone ci supportano, sono venute tante donne da lontano lunedì per sostenerci. C'erano donne che parlavano in tedesco, in italiano, in inglese: questo è un dono, quindi andremo avanti tutta l'estate".